Sulle tracce dello yoga

Tradizioni sramaniche

I Veda, i Brahmana e gli Aranyaka parlano di una serie di figure religiose non ortodosse, tra cui i muni (saggi / asceti), i vratya (asceti erranti) e gli yati (eremiti). Vi è un intero inno del Rgveda, dedicato al muni che cavalca i venti e beve il veleno. Nel Taittiriya Aranyaka troviamo la descrizione di un gruppo ascetico chiamato Vatarasanah, i cui membri avevano vissuto una vita da celibi, diventavano invisibili a loro piacimento ed erano in grado di mostrare ai brahmana la via oltre il peccato. In un'epoca successiva gli autori greci che accompagnarono Alessandro di Macedonia nelle sue avventure indiane distingueranno tra brahmana e sramana, due gruppi descritti dal grammatico Patanjali (II sec. a.C.) come eterni avversari. Simili elementi di antagonismo li ritroviamo anche nelle Upanishad. Anche Buddha viene a volte definito un muni (Sakyamuni: il saggio degli Sakya) e uno sramana (in pali: samana).

 

I testi buddhisti in lingua pali parlano inoltre di una serie di maestri sramana, tra cui Alara Kalama e Uddaka Ramaputta, che insegnarono al Buddha come raggiungere stadi di meditazione elevati, Purana Kassapa che negò la dottrina del karma, Ajita Kesakambalin che insegnò al Buddha la teoria dell'annientamento nella morte, Sanjaya Belatthaputta che non sosteneva alcuna dottrina, positiva o negativa che fosse, e Pakudha Kaccayana che gli insegnò che il mondo era composto di sette elementi permanenti. Mahavira viene nominato in varie occasioni, come il suo discepolo Makkhali Gosala, guida spirituale degli Ajivaka (asceti erranti) e c'erano probabilmente, molti altri gruppi e maestri. Gli studiosi tendono a riferirsi agli uni e agli altri con il termine di sramana.

sramana

Il movimento sramana è probabile che esistesse già prima del VI° secolo a.C., risalente forse alla civiltà della valle dell'Indo. E' stato un movimento che ha influenzato enormemente la filosofia indiana, non solo il Jainismo e il Buddhismo, ma anche le scuole più ortodosse come il Vedanta, il Samkya e lo Yoga. Le tradizioni sramaniche promuovevano un percorso che era alternativo ai rituali vedici, ma la maggior parte di questi gruppi scompare con la morte dei maestri, a eccezione di due di essi, considerati gli eredi di queste tradizioni: il Jainismo e il Buddhismo.

 

FONTI

IndiaNetzone

"Il Pensiero Yoga" di Peter Connolly (EDIZIONI RED)