Sulle tracce dello yoga

Tantra

Shivaismo

Per i devoti di Shiva, gli shivaiti o anche shaiva, Shiva è il Signore supremo che crea, mantiene e distrugge l'universo. Essi identificano Shiva con Ishvara (l'aspetto personale di Dio) e con la sua radice metafisica, ossia lo stesso Brahman (l'aspetto impersonale). In questa visione, è da Shiva che scaturiscono tutti gli altri Deva, suoi principi ed emanazioni.

 

Benché caratterizzato da un forte senso della trascendenza, lo shivaismo è nel suo complesso un grande movimento devozionale, nel quale il Dio è venerato in molte forme e modi, e presso numerosi templi.

 

Le forme principali di adorazione sono: Mahayogin, "Il grande yogin"; Nataraja, "Il Signore della danza"; il linga, il suo "segno"; come capofamiglia, marito di Parvati, padre di Ganesha e Skanda, e con il sacro toro Nandi al loro fianco.

 

All'interno dello shivaismo occorre poi fare distinzione fra dottrine dualiste e dottrine moniste. Fra le dottrine dualiste, lo Shaivasiddhanta è quella più nota e diffusa, attualmente soprattutto nel sud dell'India.

 

Secondo la teologia dello Shaivasiddhanta il Signore (pati) e le singole anime (pashu) sono eternamente distinte. Il Signore, nella forma di Sadashiva, causa efficiente dell'universo, compie le cinque azioni fondamentali: emana l'universo, lo conserva, lo riassorbe, si cela e si rivela per mezzo della grazia. Il fine soteriologico è la liberazione, intesa come liberazione dal ciclo delle reincarnazioni. Per gli adepti dello Shaivasiddhanta, la liberazione avviene soltanto con la morte, con la quale l'anima acquista uno stato superiore, ma pur sempre ontologicamente distinto da Shiva, sempre che in vita si sia stati religiosi devoti e rispettosi. Una serie di iniziazioni e riti periodici consentono all'adepto (sadhaka) di seguire questo percorso. Da notare che la via è riservata soltanto agli uomini, le donne vi accedono indirettamente, attraverso il proprio marito. La bhakti ("devozione") del religioso è caratterizzata da un accentuato trasporto amoroso verso Dio e da una condotta sociale che vede al primo posto l'aspetto devozionale e ritualistico.

Shivaismo kashmiro

Bhairava
Bhairava

La dottrina monista, è invece, principalmente quella dello shivaismo kashmiro, insieme di movimenti dalle spiccate caratteristiche tantriche, sviluppatosi verso gli ultimi secoli del I millennio e che si è evoluto in quattro scuole fondamentali: 

Trika, Krama, Spanda e Pratyabhijna.

 

Tutte queste scuole sono moniste: Shiva è il Signore assoluto (Parameshvara o Maheshvara); e l'assoluto, l'universo e i singoli individui, sono identici, nel senso che tutto è manifestazione di Dio, Shiva, sua emanazione. Shiva Parameshvara è pura coscienza, e il fine soteriologico delle scuole, la liberazione (moksha), è il "ricongiungimento" della propria coscienza, con quella universale, cioè il "riconoscimento" della propria natura, diventando un liberato in vita (jivanmukti).

 

Fra le varie scuole sussistono alcune differenze di interpretazione e soprattutto differenti pratiche. Molte tradizioni hanno come riferimento spirituale l'identificazione con Bhairava. Bhairava (il Tremendo) è ipostasi aggressiva e terrificante di Shiva, considerato, in alcune di queste tradizioni, la forma divina dell'Assoluto. Bhairava indica quel potere che distrugge la nescienza, conduce dal microcosmo al macrocosmo, dall'individuo al divino.

 

Il ricongiungimento con l'Assoluto, e il riconoscimento della propria natura come essenzialmente divina, è l'elemento comune, il fine di tutte queste tradizioni. 

 

Altro tratto comune, oltre l'impianto filosofico del monismo, è invece il concetto di shakti, cioè l'energia divina, quella potenza con la quale Shiva opera nel cosmo. In alcune tradizioni questa shakti è personificata in una o più dee, divenendo così anche oggetto di culto. Centrale è per esempio il ruolo della dea Kali, considerata "cuore" di Shiva nella scuola del Trika, ma anche sovrana assoluta nelle tradizioni Shakta.

 

Queste scuole, con l'invasione musulmana del Kashmir nell'XI secolo, si estinsero quasi del tutto.

 

FONTE

www.wikipedia.org