Sulle tracce dello yoga

Hatha Yoga

Natha ( नाथ )

La parola sanscrita Natha è il nome proprio di un indù della tradizione iniziatica e la parola stessa significa letteralmente "signore, protettore, rifugio". Il relativo termine Adi Natha significa primo Signore o originale, ed è quindi sinonimo di Shiva, Mahadeva, o Maheshvara, cioè la Realtà Suprema e Assoluta come base di supporto di tutti gli aspetti e manifestazioni della coscienza.

 

La tradizione Natha è una tradizione eterodossa siddha che contiene molte sotto-sette. E' stata fondata da Matsyendranath e ulteriormente sviluppata da Gorakshanath. Questi due individui sono venerati anche nel buddismo tibetano come Mahasiddha e sono accreditati di grande potenza e perfezionamento spirituale.

 

La mitologia sull'origine degli insegnamenti Natha è che Matsyendranath, da bambino, fu gettato nell'oceano indiano a causa della sua nascita in corrispondenza di congiunture astrali infauste. Venne così inghiottito da un pesce gigante, all'interno del quale sopravvisse e dove udì per caso gli insegnamenti yoga di Shiva alla moglie Parvati, che risiedevano in fondo all'oceano. Dopo 12 anni, Matsyendranath uscì dalla pancia del pesce come un maestro illuminato.

 

I due discepoli più importanti di Matsyendranath furono Caurangi e Gorakshanath. Quest'ultimo divenne sempre più influente fra gli antichi Natha, noto anche per aver scritto i primi testi di Laya yoga e l'innalzamento della kundalini-shakti.    

matsyendranath
Matsyendranath

La letteratura Natha

Goraksha Sataka. L'opera, "la centuria di Goraksha", attribuita a Gorakshanath, viene fatta risalire al XII - XIII secolo. Nel testo, fondamentale per i natha yogin, sono descritti, in 101 versi, i punti salienti della discliplina.

 

Hatha Yoga Pradipika L'opera, la "Lucerna dello hatha yoga", viene di solito fatta risalire al XV secolo circa. L'autore è tale Cintamani, che assume il nome di Svatmarama quando divenne uno yogin. Molte strofe sono tratte dallo Sataka. La Hatha Yoga Pradipika viene anche considerata un'opera che riconcilia lo hatha yoga e lo yoga di Patanjali (raja yoga).

 

Gheranda SamhitaDal sanscrito significa "La raccolta di Gheranda", è un testo ad opera di Gheranda e del suo discepolo Chandakapali datato tra il XVI e XVII secolo. La Gheranda Samhita è più breve della Hatha Yoga Pradipika e trae da essa parte del contenuto. In generale, rispetto alla Hatha Yoga Pradipika, dà maggior rilievo alla salute e all'igiene personale.

 

Shiva Samhita. Dal sanscrito significa "La raccolta di Shiva", è un testo del XVIII secolo di cui non si conosce l'autore. L'opera è considerata la più completa dal punto di vista filosofico, ha un orientamento vedanta, cerca cioè di spiegare lo hatha yoga in termini accettabili dalla tradizione brahmanica ortodossa. I primi natha furono considerati dai brahmani dei fuori casta e la loro dottrina eterodossa, dati i legami con il buddhismo, anche se durante il XVI secolo furono gradualmente assorbiti dall'ortodossia e la loro dottrina rivista. La Shiva Samhita è la prima ad affrontare il concetto che chiunque può praticare yoga e ottenere benefici.

 

FONTI

www.wikipedia.org

"Il Pensiero Yoga" di Peter Connolly (EDIZIONI RED)