Sulle tracce dello yoga

Hatha Yoga

Gheranda Samhita

Questa notissima opera che ha visto la luce diversi secoli fa grazie al saggio Gheranda, è un trattato di Hatha Yoga che espone in forma graduale, tutte le tecniche dello Hatha Yoga fino alle diverse forme di Samadhi.

 

Il testo non inizia a trattare subitamente le pratiche Hatha Yogiche, bensì comincia con il dare un'immagine del rapporto Guru - discepolo e dell'intimo rapporto che tra i due deve instaurarsi, affinché il discepolo possa realizzare il frutto dello Yoga.

 

La forma di Yoga esposta da Gheranda è composta di sette Anga o parti.

 

Il primo capitolo tratta dei Shat - Karma o purificazioni. Questi processi liberano il corpo dagli eccessi di muco, grasso, bile e gas, rendendolo sano ed immune alle più comuni malattie.

 

Il secondo stadio sono le posizioni Yoga o Yogasana. Man mano che l'aspirante si destreggia nelle Asana, egli non prova più alcuno sforzo nell'assumerle, anzi, ogni tensione scompare, ogni nodo nervoso si scioglie e la mente rimane attenta e vigile. Intanto i suoi nervi, ghiandole, diaframma e respiro trovano riposo in ritmi sempre più naturali e spontanei, cosa che rende pronto l'aspirante ad intraprendere la pratica del Pranayama.

 

Il terzo Anga o stadio tratta dei Mudra e dei Bandha. Questi sigilli e contrazioni verranno utilizzati per indirizzare il prana e risvegliare la Kundalini.

 

Il quarto Anga tratta del Pratyahara, la tecnicha per controllare le attività della mente.

Il Pranayama è il quinto Anga enunciato da Gheranda in cui si tratta delle tecniche relative all'inalazione, esalazione ed arresto del respiro, sia internamente che esternamente.

 

Il sesto Anga tratta del Dhyana o meditazione. Alcune delle tecniche di meditazione descritte da Gheranda appartengono al Bhakti Yoga (yoga devozionale), dove al praticante viene richiesto di sviluppare la Bhakti o per la divinità preferita o per il proprio Guru.

 

L'ultimo dei sette Anga è il Samadhi, la meta ultima, in cui la mente si fonde nella Consapevolezza Assoluta. Solo con la pratica continua, il Sadhaka potrà conseguire il Samadhi.

 

FONTE

"GHERANDA SAMHITA la scienza dello yoga" traduzione dal sanscrito e commento di Ma Yoga Shakti (MEDITERRANEE)