Pratica

Yoga e meditazione

Pratyahara

pratyahara: il ritiro dei sensi

Il pratyahara è definito da Patanjali come il ritiro dei sensi. La parola "ahara" significa "nutrimento", pratyahara si traduce come "ritirare se stessi da ciò che nutre i sensi". Questo implica il ritiro dei sensi dal mondo esterno per orientarli nel mondo interiore. Pratyahara è un'esperienza che la maggior parte di noi ha fatto inconsapevolmente più volte nella vita. Ad esempio quando si è profondamente immersi in un'attività e non si sente la musica accesa nella stanza vicina, il telefono suonare, non si notano le voci in cortile, non si sente l'aereo passare, quella è una condizione di spontanea ritrazione dei sensi.

 

Gli organi di senso richiedono una costante stimolazione che, nella nostra società frenetica, tende a crescere affaticando il corpo e la mente, svuotandoli di energia. Siamo soggetti a stimoli esterni di ogni tipo e tendiamo a distrarci, pertanto la concentrazione è spesso difficile da mantenere.

 

Il pratyahara insegna a tenere sotto controllo i nostri sensi, spostando la nostra attenzione all'interno del nostro corpo. E' questo primo passo che rende possibile un percorso di consapevolezza e coscienza, per poi accedere alla concentrazione (dharana) e alla meditazione (dhyana).  

pratyahara