Pratica

Asana

Negli Yoga Sutra di Patanjali viene data una definizione concisa delle yogasana o asana (postura): "Sthiram sukham aasanam" che significa "quella posizione che è comoda e stabile". In questo contesto, le asana vengono praticate per sviluppare la capacità necessaria per la meditazione di rimanere seduti comodamente in una posizione per un prolungato periodo di tempo. Il raja yoga equipara l'asana alla posizione seduta stabile.

 

Gli hatha yogi, tuttavia, scoprirono che alcune specifiche posizioni del corpo aprono i canali energetici ed i centri psichici. Essi scoprirono che sviluppare il controllo del corpo attraverso queste pratiche li rendeva in grado di controllare la mente e l'energia. Le yogasana divennero quindi strumenti per ottenere una consapevolezza superiore, fornendo la base stabile necessaria per l'esplorazione del corpo, del respiro, della mente e degli stati superiori. Per questo motivo, la pratica delle asana è la prima nei testi di hatha yoga come in Hatha Yoga Pradipika.

 

Le scritture yogiche riferiscono che originariamente c'erano 8.400.000 asana, che rappresentano le 8.400.000 incarnazioni attraverso cui ogni individuo deve passare prima di ottenere la liberazione dal ciclo di nascita e morte. Queste asana rappresentavano un'evoluzione progressiva dalla forma di vita più semplice a quella più complessa: quella di un essere umano pienamente realizzato. Nel corso dei secoli i grandi rishi e gli yogi hanno modificato e ridotto il numero delle asana sino alle poche centinaia conosciute attualmente. Attraverso la loro pratica è possibile sottrarsi al processo karmico e superare molti stadi evolutivi in una sola vita.  

<<Hathasya prathamaangatvaadaasanam purvamuchyate. Kuryaattadaasanam sthairyamaarogyam chaangalaaghavam>>.

 

<<Prima di ogni altra cosa, l'asana è ritenuta la prima parte dell'hatha yoga. Avendo eseguito l'asana, si ottine stabilità del corpo e della mente, libertà dalla malattia e leggerezza delle membra>>.

 

Hatha Yoga Pradipika 1, 17 )

Bandha

Tradizionalmente i bandha erano classificati come parte dei mudra ed erano trasmessi oralmente direttamente dal guru al discepolo. Il testo Hatha Yoga Pradipika tratta insieme i bandha e i mudra e anche gli antichi testi tantrici non fanno alcuna distinzione. I bandha sono ampiamente inclusi nei mudra così come nelle tecniche di pranayama. La loro azione di chiusura, tuttavia, li svela come un gruppo di pratiche fondamentalmente importante di per sé.

 

La parola sanscrita bandha significa "tenere", "stringere" o "chiudere". Queste definizioni descrivono esattamente l'azione fisica richiesta nella pratica dei bandha e il loro effetto sul corpo pranico. Lo scopo dei bandha è di bloccare i prana in particolari aree e dirigere il flusso in sushumna nadi per favorire il risveglio spirituale.

 

I bandha possono essere praticati individualmente o uniti ai mudra e alle pratiche di pranayama. Quando sono combinati in tal modo, essi risvegliano le facoltà psichiche e formano un'aggiunta alle pratiche yogiche superiori.

<< Jaalandharoddyaananamulabandhaa njalpanti kanthodarapaayumulaan. Bandhatrayesminparicheeyamaane bandhaha kuto daarunakaalapaashaat >>.

 

<< Jalandhara bandha, uddiyana bandha e mula bandha sono situati rispettivamente nella gola, nell'addome e nel perineo. Se la loro durata può essere aumentata, allora dov'è la paura della morte? >>

 

( Yogataravali 5; Sri Adi Shankaracharya )

 

FONTE

"Asana Pranayama Mudra Bandha" di Swami Satyananda Saraswati (EDIZIONI SATYANANDA ASHRAM ITALIA) 

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Benefici delle yogasana

I benefici apportati dalle asana yoga sono molteplici. Normalmente, i blocchi fisici più grossolani, si trovano principalmente in tre aree del nostro corpo: le articolazioni, la schiena e la zona addominale. E' qui che tende a ristagnare l'energia, causando disturbi e malattie.


Esercizi delle yogasana

Gli esercizi yoga sono normalmente classificati in tre gruppi: per i principianti, intermedio e avanzato. Il gruppo per i principianti dovrebbe essere praticato da coloro che non hanno mai praticato yogasana. Questo gruppo comprende tecniche elementari che si propongono di preparare il corpo e la mente per le asana principali e meditative. Queste pratiche non sono assolutamente inferiori alle asana avanzate.


Saluto al sole

Il saluto al sole è una sequenza precisa di asana. Il nome sanscrito "surya" si riferisce al sole e "namaskara" significa saluto. La pratica del saluto al sole è probabilmente legata ai riti vedici in omaggio al sole e solo molto più tardi diventerà parte integrante dello yoga. Il sole simbolizza la coscienza spirituale e, anticamente, era adorato quotidianamente. Nella Surya Upanishad si afferma che chi adora il sole come simbolo di Brahman, acquisisce potere, forza, intelligenza e lunga vita. 


Le origini del saluto al sole

Nelle scritture religiose indù, Surya è identificato come la forma visibile di Dio, che chiunque può vedere ogni giorno. Inoltre gli Shivaiti e i Vaishnaviti spesso vedono in Surya rispettivamente, un aspetto di Shiva o di Vishnu. I Vaishnaviti chiamano il sole Surya Narayana e nella teologia Shivaita, Surya è una delle otto forme di Shiva, chiamato Astamurti (dall'ottuplice forma).


Classificazione e assunzione delle posizioni yoga

Il riferimento principale nella classificazione delle posizioni yoga è la colonna vertebrale.


Bandha e granthi

Ci sono quattro bandha: jalandhara, mula, uddiyana e maha. Quest'ultimo è la combinazione dei primi tre. Questi tre bandha agiscono direttamente sui tre granthi o nodi psichici. Mula bandha è associato a brahma granthi, uddiyana bandha a vishnu granthi e jalandhara bandha a rudra granthi. I granthi impediscono il libero flusso di prana lungo sushumna nadi bloccando in tal modo il risveglio dei chakra e l'ascesa della kundalini.

granthi

Yoga a casa

Per chi vuole praticare yoga a casa, ecco un po' di consigli.

Respirazione: respirate sempre attraverso il naso, a meno che non siano date precise indicazioni contrarie. Cercate di coordinare il respiro con la pratica dell'asana.