Filosofia e spiritualità

La millenaria conoscenza spirituale indiana

UPANISHAD VEDICHE

Taittiriya Upanishad

La Taittiriya Upanishad appartiene al Taittiriya-aranyaka dello Yajurveda. Questo Veda, a cui appartiene la Taittiriya, ci è pervenuto in due raccolte denominate Krsna (Nero) e Sukla (Bianco).

 

La Taittiriya Upanishad ha come oggetto le formule sacrificali (yajus) che sono cantate dal sacerdote adhvaryu durante la celebrazione del rito vedico.

 

Il primo dei tre adhyaya (capitoli), denominato Sikshavalli, del corretto insegnamento fonetico, rappresenta l'introduzione all'Upanishad.

 

La giusta pronuncia delle formule liturgiche acquista un "potere" evocativo-vibratorio che attrae l'oggetto evocato.

 

L'evocazione implica il giusto suono della parola (varna), dell'accento (svara), della misura ritmo temporale (matra), dell'esaltazione (bala), della conformità (sama) e della giusta sequenza (santana).

 

Avendo aspetti rituali, si può dire magici e anche cosmogonici, fa leva sulla triplice espressione di "Bhuh, Bhuvah, Svah", (cioè la Terra, l'Atmosfera o Cielo intermedio, e quello superiore) ed esprime la mahavyahrti, il primo suono emesso da Hiranyagarbha, l'Uovo d'Oro.

 

<<Bhuh! Bhuvah! Suvah!...Invero queste tre sono le mistiche esclamazioni. Di loro, una volta certamente, Mahacamasya conobbe la quarta: Maha! Quello è il Brahman...>>.

 

Il secondo adhyaya detto Brahmanandavalli (la liana della beatitudine del Brahman) propone la conoscenza quale realizzazione del Brahman; così espone quali possono essere gli impedimenti qualitativi.

 

Il Brahman risiede nel cavo del cuore dell'essere umano, nella sua espressione totale, l'Essenza incarnata, della natura del Brahman, è racchiusa da diversi involucri-corpi (kosha) che esprimono qualità energetiche, come desideri e altro (guna), le quali vanno rettificate e trascese. Si inizia col corpo fatto di cibo (anna) passando per il corpo fatto di pensiero (manas) fino ad arrivare all'involucro-corpo fatto di pienezza (ananda).

 

<<Distinto da questo (involucro) costituito dell'essenza del cibo e posto più all'interno, c'è un involucro fatto di soffi vitali. Esso riempie il precedente, che ha la forma di uomo. In conseguenza di questa somiglianza con l'uomo anche il secondo è simile ad un uomo>>.

 

<<Distinto da questo (involucro) costituito di soffi vitali e posto più all'interno, c'è un involucro costituito di pensiero. Questo riempie il precedente, che ha la forma di un uomo. In conseguenza di questa somiglianza con l'uomo, anche il secondo è simile a un uomo>>.

 

<<Distinto da questo (involucro) costituito di pensiero e posto più all'interno, è l'involucro costituito di conoscenza. Questo riempie il precedente, che è foggiato a mo' di uomo. In conseguenza di questa somiglianza con l'uomo, anche il secondo è simile a un uomo>>.

 

<<Distinto da questo (involucro) costituito di conoscenza e posto più all'interno, è l'involucro costituito di beatitudine. Questo riempie il precedente, che è foggiato a mo' di uomo. In conseguenza di questa somiglianza con l'uomo, anche il secondo è simile a un uomo>>.

 

Dalla prospettiva realizzativa quando si trascendono le proprietà qualitative di questi kosha, composti dalla sostanza-prakriti, si ottiene l'integrale liberazione.

 

Per una realizzazione del Brahman supremo occorre discriminare (viveka) ciò che è la propria Essenza dagli strumenti di contatto e di rapporto (kosha) con le qualità che loro esprimono; poi distaccarsi (vairagya) da ciò che non è quell'Essenza. Un "liberato in vita" è colui che è nel mondo ma non è del mondo.

 

Il terzo adhyaya, Bhrguvalli, (la liana di Bhrgu), espone i frutti che si ottengono con la realizzazione del Brahman.

 

<<Invero Bhrgu Varuni si recò dal padre Varuna (chiedendo): "O venerabile, insegnami il Brahman!". A lui rispose: "Il cibo, l'energia vitale, la vista, l'udito, la mente e la parola (sono mezzi per conseguire la conoscenza del Brahman)". Quindi, a lui (Varuna) disse ancora: "Devi ardentemente desiderare di conoscere Quello dal quale, invero, questi esseri nascono, per mezzo del quale vivono, nel quale ritornano e si riassorbono. Quello è il Brahman". Egli si assorbì nella meditazione. Egli, essendosi assorbito nella meditazione...>>.