Filosofia e spiritualità

La millenaria conoscenza spirituale indiana

DARSANA

Nyaya

Nyaya è una scuola filosofica che si basa su testi conosciuti come Nyaya Sutra, che furono scritti da Aksapada Gautama, nel II secolo a.C.. Il contributo più rilevante apportato dal Nyaya, consiste nella metodologia basata su un sistema logico che in seguito fu adottato dalla maggior parte delle altre scuole induiste. Secondo questa scuola di pensiero, ottenere una valida conoscenza è l'unico modo per ottenere la liberazione dalla sofferenza.

Le categorie del Nyaya sono 16:

 

  1. Pramana, mezzi di conoscenza esatta, necessari per porre fine alle false conoscenze o errori, e quindi ottenere la liberazione. Questi mezzi di conoscenza sono: pratyaksa (percezione diretta), anumana (inferenza), upamana (analogia), sabda (testimonianza degna di fede).

  2. Prameya, oggetto della conoscenza esatta: atman, corpo, sensi, oggetto dei sensi, intelletto (buddhi), mente (manas), sforzo (pravritti), difetti (dosa), nascita, esperienza di piacere e di dolore, liberazione (cioè il complesso psico-fisico in quanto tende alla salvazione, ma resta nel divenire cosmico se non conosce ed attua la verità).

  3. Samsaya, dubbio (quando essendo possibili due alternative, si desidera arrivare alla certezza su di una).

  4. Prayojana, intento (è quell'oggetto per il cui ottenimento e per evitare il quale l'uomo agisce).

  5. Drstanta, esempio (una cosa nota e sulla quale tutti sono d'accordo, dal saggio all'uomo semplice).

  6. Siddhanta, tesi (accettata da tutte le scuole, accettata da alcune, confutata da altre, quando è ammessa porta con sé altre necessarie implicazioni, accettata a scopo di discussione logica e quindi confutata per mostrarne la fallacia).

  7. Ragionamento sillogistico composto di 5 termini: pratijna (premessa), hetu (ragione), udaharana (esempio negativo e positivo), upanaya (applicazione dell'esempio all'argomento in discussione), nigama (conclusione).

  8. Tarka, ipotesi.

  9. Nirnaya, determinazione.

  10. Vada, discussione.

  11. Jalpa, disputa.

  12. Vitanda, opposizioni cavillose.

  13. Hetvabhasa, errori logici.

  14. Chala, travisamento.

  15. Jati, confutazione insussistente.

  16. Nigrahasthana, punti di sconfitta.

Il Naya è prevalentemente un sistema di logica non si cura di interpretare il mistero delle cose né di proporre una nuova visione del mondo, ma soprattutto vuol fornire i mezzi per dare consistenza logica alle argomentazioni, sia che i brahmani esponessero le proprie teorie sul sacrificio o sulle prescrizioni rituali, sia che i maestri delle sette in pubbliche discussioni sostenessero o negassero l'esistenza dell'atman, o quale si voglia altra tesi di volta in volta proposta o messa in discussione.

 

FONTE

"Storia della filosofia indiana" di Giuseppe Tucci (Editori Laterza)