Filosofia e spiritualità

La millenaria conoscenza spirituale indiana

UPANISHAD MEDIEVALI

Muktika-Upanishad

Muktika (collegata al "Sukla Yajurveda", genere "Vedanta"). L'Upanishad tratta i temi della "liberazione di chi si rifugia in Dio"; "i 108 insegnamenti"; "l'albero della trasmigrazione"; "la meditazione assidua".

 

<<Disse Rama: "La liberazione, che consiste nell'isolamento è una sola invero, o Hanuman, ed assume l'aspetto della realtà assoluta. (...) Chi si trovasse a morire in una strada sacra della sacra città di Kasi otterrebbe una mia formula meditativa che conferisce la salvezza: quest'uomo sarà liberato senza più dover rinascere. Dunque gli capiti di trapassare in questa città, il Grande Signore Shiva gli conferirà l'insegnamento iniziatico sussurrandogli nell'orecchio destro la mia formula meditativa atta a conferire la salvezza. Costui, liberato da ogni male, otterrà la liberazione detta comunanza di forma con me. E questi sono i primi due tipi di liberazione, la comunanza di livello d'esistenza e la comunanza di forma. L'iniziato alla condotta virtuosa, che non permette alla propria attenzione di errare volgendosi ad altro ma costantemente riversa tutto il suo essere su di me, che sono il principio cosciente universale, partecipa di questa condizione di prossimità. (...) Ma l'iniziato che seguendo il sentiero tracciato per lui dal maestro spirituale si sforzi di meditare sulla mia forma non soggetta a mutamenti ottiene l'unione con me, al modo in cui l'insetto adulto vie fuori dalla crisalide. E questa liberazione che culmina nell'unione è invero fonte di assoluta beatitudine, di buon auspicio">>.

 

( Muktikopanishad I, 18-25 )

 

<<La scienza dei 108 insegnamenti esoterici ch'io t'ho insegnato è un segreto da custodire gelosamente. Se la si studia, comprendendola o meno, essa è per ciò stesso in grado di conferire la liberazione. Per esaudire il desiderio d'un supplice si potrà donare un regno, o beni terreni: ma questa scienza dagli 108 insegnamenti giammai va affidata ad un miscredente, ad un ingrato, a chi sia dedito ad azioni contrarie al buon costume, a chi sia privo di devozione nei miei riguardi, o a chi si smarrisca nel dedalo dei trattati. In nessuno caso poi la si potrà impartire a chi sia privo di devozione per il proprio maestro spirituale. O Maruti, dopo un accurato esame la si potrà trasmettere solo ad un discepolo che serve devotamente il proprio maestro, ad un figliolo dabbene, ad un mio devoto, ad un virtuoso, ad un rampollo di buona famiglia o a chi sia dotato di mente acuta. Chi studi o ascolti questo insegnamento ripartito in 108 libri senza dubbio appartiene a Me. Così è detto nelle sacre strofe degli inni: "Ecco, la Conoscenza s'accostò ad un sacerdote e gli disse: Proteggimi, io sarò il tuo tesoro. Non mi rivelare a chi è roso dall'invidia, a chi non segue la retta via, al fraudolento: così mi manterrò potente">>.

 

( Muktikopanishad I, 45b-51 )      

 

<<Mille sono i polloni, mille i rami, i frutti e i boccioli dell'albero della trasmigrazione. Le sue radici sono costituite dalla mente, che è formata a parer mio da costruzioni mentali e da null'altro. Per disseccare l'albero della trasmigrazione se ne inaridiscono le radici, mercè l'annichilimento delle costruzioni mentali. C'è poi soltanto un mezzo per controllare la propria mente: distruggere l'attività mentale nel momento stesso in cui inizia. La distruzione della mente è la mirabile alba della gnosi. Il savio riesce a distruggere la mente, ma quando a tentare è l'insipiente ecco ergersi un ostacolo. Finché la mente non venga sconfitta definitivamente dalla pratica costante dell'unica Realtà, le impressioni latenti subconscie scorrazzano liberamente all'interno del cuore simili a lemuri nottivaghi. Le impressioni latenti subconscie derivate dall'attività sensoriale di uno che sia riuscito a distruggere l'egoismo della mente e a controllare l'attività di quei mortali nemici che sono i sensi vengono distrutte, come fiori di loto al sopraggiungere dell'inverno. (...) Come non è possibile controllare un elefante infuriato nocivo se non adoperando il pungolo apposito, così, quando si tratta di sconfiggere la mente, i mezzi pienamente efficaci sono solamente il conseguimento della conoscenza del proprio Sé, l'accompagnarsi ai savi, la piena rinunzia ad ogni impressione subconscia e il controllo dei movimenti delle energie vitali. Questi sono i mezzi prescritti. Chi invece cerca di controllare la mente con la forza è simile a colui il quale frughi nelle tenebre dopo aver gettato via la lucerna che teneva in mano. Gli stolti che sperano di sconfiggere la mente facendo ricorso alla violenza cercano di catturare un elefante impazzito servendosi di corde di fibra di loto>>.

 

( Muktikopanishad II, 36-41, 43-47 )

 

<<Io sono puro, rappresento la facoltà della vista, e sono intimamente esente da mutamenti. Davanti e dietro, sopra e sotto interamente compiuto e perfetto io qui mi contemplo. Non soggetto a nascita né invero a morte o a vecchiaia, immortale, luce di per sé splendente, onnipervadente, io sono imperituro. Non causa e del pari al di là di un mero effetto, immacolato, da sempre e per sempre soddisfatto io mi contemplo>>.

 

( Muktikopanishad II, 74-75 )

 

FONTE

www.guruji.it