Filosofia e spiritualità

La millenaria conoscenza spirituale indiana

UPANISHAD MEDIEVALI

Atmabodha-Upanishad

Atmabodha (collegata al "Rgveda", genere "Vedanta"). L'Upanishad tratta i temi della "sillaba sacra"; "discriminazione tra ciò che è eterno e ciò che non è eterno"; "l'esperienza della liberazione".

 

<<L'Assoluto, che è la gioia del Sé individuale, il principio cosciente, ha come modo proprio di presentarsi la triplice sillaba OM, costituita dai fenomeni A, U e M. Colui che, dedito allo yoga, la pronunci, si libera dai lacci delle nascite e delle rinascite>>.

 

( Atmobodhopanishad I, 1 ) 

 

<<L'Assoluto è il fondamento del dispiegarsi dell'universo, che però non esiste realmente (...) A quel modo in cui lo zucchero pervade interamente la melassa, così io sotto l'aspetto dell'Assoluto non duale pervado interamente il trimundio. Dal demiurgo divino Brahma giù giù fino all'infimo insetto tutti gli esseri trovano in me la loro forma, proprio come le bolle ed altri movimenti dell'acqua come le onde non son che trasformazioni dell'oceano. Come l'oceano poi non desidera per nulla il flusso mutevole delle onde, così io, la forma stessa della beatitudine spirituale, non desidero affatto la soddisfazione dei sensi tramite gli oggetti che sono loro propri. Come chi è dotato di beni di fortuna non concepisce desiderio di essere povero, così io, immerso nella beatitudine dell'Assoluto, non concepisce desiderio di fruire degli oggetti dei sensi. Come infine uno che si sia accorto se vede del nettare d'immortalità e del veleno mortale scarta il veleno, così io, avendo scorto il Sé, rifiuto quel che non è il Sé.

Il sole che illumina un vaso non viene meno in seguito alla distruzione di quel vaso: lo stesso accade alla coscienza-testimone che illumina il corpo, e non vien meno in seguito alla distruzione del corpo (...) Al modo in cui un gufo abbacinato scorge solo tenebra nel sole, così chi è obnubilato dall'ignoranza non percepisce che tenebra nella suprema beatitudine, che di per sé è splendente, dell'Assoluto. Se le nubi gli velano la vista lo sciocco pensa che il sole non ci sia: proprio così chi e ottenebrato dall'ignoranza e costretto nel corpo pensa che l'Assoluto non esista (...) Ma proprio come la luce di una lampada, per quanto piccola, riesce a disperdere una tenebra sconfinata, così un barlume di conoscenza, per piccolo che sia, riesce a sconfiggere la più fitta e densa ignoranza>>.

 

( Atmabodhopanishad II, 12-18, 25-26, 28 )

 

FONTE

www.guruji.it