Filosofia e spiritualità

La millenaria conoscenza spirituale indiana

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La millenaria conoscenza spirituale indiana, passa attraverso i capolavori della sua letteratura. Per alcuni maestri indiani noi siamo spiriti eterni e la creazione è un processo ciclico, che si ripete ogni miliardi di anni e riguarda solo l'aspetto materiale della vita. Questo pensiero ha affascinato ed affascina tutt'oggi moltissimi occidentali. Erwin Schroedinger (1887-1961), fisico austriaco e rifugiato politico, premio Nobel nel 1933 per la Meccanica Quantistica, teneva accanto al letto la Gita, le Upanishad, e vari testi vedici specialmente su Yoga e Samkhya. Egli affermava:"Ci vuole una trasfusione di sangue dall'oriente all'occidente per salvare la scienza occidentale dall'anemia spirituale...l'unica soluzione...si trova nell'antica saggezza delle Upanishad."

 

Huston Smith (nato nel 1919), autore di "Le religioni del mondo", "La scienza e la responsabilità dell'uomo", e "Le religioni dell'uomo", scriveva "quando ho letto le Upanishad, ho trovato una profondità di visione del mondo che a paragone ha ridotto il mio cristianesimo al livello di terza elementare...L'India include così tanto perché la sua anima infinita non esclude nulla."

 

Mascarò (1897-1987) produsse una traduzione della Bhagavad gita. Scriveva, "La letteratura sanscrita è grandiosa. Abbiamo le stupende canzoni dei Veda, lo splendore delle Upanishad, la gloria della Bhagavad gita, la vastità del Mahabharata, la tenerezza e l'eroismo del Ramayana, la saggezza delle favole indiane, la filosofia scientifica del Samkhya, la filosofia psicologica dello Yoga, la filosofia poetica del Vedanta le leggi di Manu, la grammatica di Panini e gli altri testi scientifici, la poesia lirica e i drammi di Kalidasa...La grandezza della Bhagavad gita è la grandezza dell'universo, ma proprio come la meraviglia delle stelle nel cielo si rivela soltanto nel silenzio della notte, la meraviglia di questo poema si rivela nel silenzio dell'anima. L'essenza della Bhagavad gita è la visione della Divinità in tutte le cose e di tutte le cose nella Divinità."

 

Friof Capra (nato nel 1939), americano di origine austriaca, fondatore del Center for Ecoliteracy e autore de "Il Tao della fisica", scriveva, "La fisica moderna ha rivelato che ogni particella subatomica non soltanto compie una danza di energia, ma è una danza di energia, un processo pulsante di creazione e di distruzione. La danza di Shiva è l'universo che danza, il flusso incessante di energia che attraverso una varietà infinita di schemi, che si fondono l'uno nell'altro. La scala di questo antico mito è stupefacente; ci sono voluti più di duemila anni perché la mente umana arrivasse di nuovo a un concetto simile. Le due basi della fisica del ventesimo secolo la fisica dei quanta e la teoria della relatività ci costringono a guardare il mondo in modo molto simile a come lo vedono un induista o un buddhista."

 

Il gallese Brian David Josephson (nato nel 1940), pioniere della superconduttività e dello studio dei campi magnetici, sostenitore della possibilità dei fenomeni parapsicologici, capo del progetto di Unificazione Mente-Materia, e premio Nobel 1973 per la fisica, ha scritto, "il Vedanta e il Samkhya possiedono la chiave alle leggi della mente e del pensiero che sono collegate con il campo Quantico, cioè con le funzioni e la distribuzione delle particelle al livello atomico e molecolare."

 

L'elenco delle citazioni potrebbe durare ancora a lungo, ma questo serve a evidenziare come una civiltà antica possa aver raggiunto un livello di comprensione dell'universo e della vita in generale, senza l'ausilio di tecnologie moderne, ma soltanto con l'osservazione e l'auto-osservazione dei fenomeni che ci circondano e che sono dentro di noi. 

 

FONTE

"I VEDA" di Giorgio Cerquetti (Om Edizioni)

Indice

Veda

Brahmana e Aranyaka

Upanishad

Bhagavadgita

Darsana