Filosofia e spiritualità

Cosmogonia hindu

cosmogonia hindu

La descrizione hindu del processo di genesi dell'universo, pur avendo origini vediche, si è definita con la letteratura raccolta nella Smrti in particolar modo in quella puranica.

L'universo secondo gli hindu è una realtà destinata a scomparire o meglio ad entrare in un periodo di latenza, di non manifestazione (avyakta) da cui riemergerà con una nuova emanazione (sarga). Tutto questo accade da sempre e per sempre accadrà. Colui che provoca ciò possiede l'appellativo di Bhagavat (Colui che è divino, che è degno di adorazione, l'Essere supremo eterno e inconcepibile) o anche di Svayambhu (Esiste da se stesso), e la compie al solo fine del gioco (lila).

 

Il processo di emanazione si avvia con la fuoriuscita delle acque dove egli pone il proprio sperma generando l'uovo/embrione d'oro (hiranyagharbhah). Il non generato, il Bhagavat, prende al suo interno la forma di Brahma che ricalca i più antichi hiranyagharbhah e Prajapati.

 

Dopo essere rimasto per un secolo nell'uovo d'oro, Brahma lo rompe fuoriuscendone, creando quindi nella parte superiore dell'uovo il mondo celeste, nella parte inferiore la terra e in mezzo lo spazio, l'etere. Tutto l'universo coincide con l'uovo di Brahma (Brahmanda).

 

Con l'universo Brahma genera i deva, il tempo, gli astri e i pianeti, le terre con i monti, gli oceani, i fiumi, ma anche delle potenze impersonali come l'Ascesi (tapas), la Parola (vac), il Desiderio (kama), gli opposti (caldo-freddo, Dharma-Adharma, etc.). E come il Purusha del Veda genera l'umanità ripartendola nelle quattro funzioni corrispondenti ai Varna.

 

Terminata la genesi dei mondi, e terminati i cicli della loro manifestazione, il fuoco di Shiva distrugge ogni cosa e Brahma riassorbe tutto entro di sé, addormentandosi e quindi scomparendo.

Indice

Shiva

Yuga

Krishna

Tripurasundari


TRIADE BRAHMANICA (SHIVA, VISHNU E BRAHMA)

Shiva

Come per altre divinità, anche Shiva è chiamato, e spesso identificato, con innumerevoli appellativi o epiteti che si riferiscono ai suoi attributi e proprietà. Nello Shiva Purana sono elencati 108 nomi. Alcuni fra i più noti sono:

 

Shiva (il grazioso o il benevolo): nella Triade Brahmanica è il distruttore.

Adinatha: il Protettore primo.

Aghora: il Non terrifico. Appellativo adoperato in alcune invocazioni per blandire e propiziarsi l'aspetto terribile o distruttore del Dio.

Ardhanarishvara (il Signore che è per metà donna): forma composita di Shiva e della sua Shakti.

Bhairava (colui che spaventa, il Terribile o anche il Tremendo): manifestazione ascetica, terribile e orribile di Shiva, legata al ciclo dell'uccisione di Brahma. Ma il termine Bhairava compare anche in un aspetto di Shiva proprio di alcune tradizioni tantriche, e corrisponde allo slancio mistico, al furore che accompagna la realizzazione. 

Bhava: l'Esistenza.

Bhikshana (mendicante): forma di Shiva Bhairava rappresentato come un mendicante seduttore.

Bhima: il Formidabile.

Bhutamat: il Signore degli elementi.

Chanda: il Furioso.

Chandrashekhara: il Coronato di luna.

Dakshinamurti: dopo la morte di Sati, Shiva insegna in questo aspetto agli dei e agli uomini.

Gangadhara: Portatore del Gange.

Girisha: il Signore delle montagne.

Hara: il Distruttore.

Ishana: il Sovrano.

Jatadhara: dai Capelli arruffati.

Kamashvara: il Signore del desiderio. Narrano alcuni miti della creazione che il Desiderio fu ciò che per primo si manifestò. La mente cerca di trasformare in parole le idee, e questo già è desiderio: il Signore del Desiderio è l'immagine dell'essere mentale (mano-maya-murti).

Kapalamalin: dalla Collana di teschi.

Mahabaleshvara: il Grande Signore della forza.

Mahadeva: il Grande Dio.

Mahakala: il Grande tempo, nel senso di Conquistatore del tempo, e in senso figurato: il Gran distruttore.

Mahayogin: il Grande yogin. Lo Yoga, inteso come disciplina, ha come fine la realizzazione spirituale: tacitando la mente e i sensi, lo yogin scopre il proprio Sé. Shiva diventa l'esempio primo per lo yogin in meditazione: è in tal senso che il Dio è definito Grande Yogin, o anche Signore dello Yoga (Yogishvara).

Maheshvara: il Grande Signore, nel senso di Divinità della conoscenza trascendentale, o di Signore del sapere.

Mrityumjaya: il Vincitore sulla morte.

Nataraja: il Signore della danza.

Nilakantha (o anche Nilagriva): dal Collo azzurro.

Nishacara: il Vagabondo della notte.

Panchanana: dai Cinque volti. I cinque volti corrispondono sia ai cinque elementi grossi che costituiscono il mondo, sia ai cinque elementi sottili, sia ai cinque organi (o sensi) di azione. Ognuno di questi corrisponde a un appellativo secondo le relazioni: Aria-Tatto-Mano-Ishana; Terra-Odorato-Organi escretori-Tatpurusha; Etere-Udito-Parola-Aghora; Fuoco-Vista-Piede-Vamadeva; Acqua-Gusto-Organi sessuali-Sadyojata. I cinque volti di Shiva indicano la padronanza dello spazio lungo le sue cinque direzioni fondamentali.

Parameshvara: il Signore supremo, sinonimo di Maheshvara.

Pashupati: il Signore del bestiame.

Rudra: l'Urlante. Uno degli aspetti distruttivi di Shiva.

Sadashiva: Shiva l'eterno. Nel sistema religioso dello Shaivasiddhanta (corrente dualista dello shivaismo, secondo la cui teologia il Signore (pati) e le singole anime (pashu) sono eternamente distinte), in questa forma, Sadashiva, il Signore compie le cinque azioni: emana l'universo, lo conserva, lo riassorbe, si cela e si rivela per mezzo della grazia.

Sadyojata: il Nato repentinamente, o anche spontaneamente.

Shambu: Luogo di felicità.

Shankara: il Dispensatore di felicità. Felicità è da intendere quella che deriva dalla conoscenza trascendentale.

Sharva: l'Arciere.

Sthanu: l'Immutabile.

Tatpurusha: l'Essere identificabile.

Tripurantaka: il Distruttore di Tripura.

Trishuladhari: Colui che regge il tridente.

Tryambakam: dai Tre occhi.

Ugra: il Terribile.

Umapati: Consorte di Uma. Uma significa "luce", interpretato anche come "pace della notte". Spesso identificata con la Dea della Parola (Vac) o anche con la dea Parvati, è uno degli aspetti della Dea, quello della conoscenza.

Vamadeva: la Divinità della mano sinistra. Il riferimento è alle tradizioni tantriche dette "della Mano Sinistra", tradizioni che fondano la loro dottrina sugli aspetti corporei, rifuggono l'ascetismo e prediligono la sensualità.

Vibhishana: il Terrificante.

Vishvanatha: il Signore dell'universo.

Yogishvara: il Signore degli yogin (o dello Yoga), sinonimo di Mahayogin.


Vishnu

Vishnu (colui che tutto compenetra): nella triade brahmanica è incaricato di assicurare la conservazione del mondo tra la sua creazione da parte di Brahma e la sua distruzione da parte di Shiva. E' anche il dio supremo del vishnuismo e come tale un concorrente di Shiva. Le sue incarnazioni successive sono designate come Avatara. La sua cavalcatura è l'uccello Garuda.

Avatara (discesa): incarnazioni nelle quali Vishnu si è manifestato per combattere vari asura. Contrariamente alle manifestazioni di Shiva, gli avatara di Vishnu seguono una successione immutabile nel tempo cosmico; gli avatara maggiori sono Matsya (il pesce), Kurma (la tartaruga), Varaha (il cinghiale), Narasimha (l'uomo-leone), Vamana (il nano), Parashurama (Rama con l'ascia), Rama (il re perfetto, eroe del Ramayana), Krishna, il Buddha e infine Kalkin (avatara del futuro, messia). 


Brahma

Brahma (l'assoluto fatto dio): nella triade brahmanica è il creatore.

FONTI

www.wikipedia.org

"SHIVA Liberatore delle anime e Maestro degli Dèi" di Marie-Luce Barazer-Billoret e Bruno Dagens (UNIVERSALE L'IPPOCAMPO)