Filosofia e spiritualità

Pranapratishta

pranapratishta

Pranapratishta si riferisce al rito o cerimonia con la quale un murti (immagine di un dio) è consacrato in un tempio indù, in cui inni e mantra vengono recitati per invitare la divinità a risiedere nel luogo consacrato. 

 

Il rituale è considerato come un dare "vita" al tempio stesso. La parola sanscrita pratishta, che nell'uso generale significa "riposo" o "posizione", utilizzato in connessione con una murti è tradotto come "la consacrazione di un idolo o un'immagine". Il corrispondente aggettivo pratishta significa "intallato" o "consacrato". Prana significa "forza vitale, soffio", quindi prana pratishta acquisisce il significato di "portare la vita". Pranapratishta è indicato anche come murti sthapana (posizionamento delle immagini all'interno del tempio).

 

Il rituale in genere comporta la Puja (il rituale di adorazione di una divinità), cantando mantra, invitando la divinità a risiedere nel tempio; il bagno e la pulizia della divinità, i cui piedi vengono lavati come ad un ospite riverito di ritorno da un lungo viaggio; quindi la sua rappresentazione viene posta con il viso rivolto ad est (alba), seguita da Nyasa (atto di istallare le divinità in corrispondenza di diverse parti del corpo), spruzzo di acqua profumata e fiori.

 

Il pranapratishta è un rituale che ritroviamo anche per l'utilizzo degli yantra. Di fatti prima di utilizzare ogni yantra o un qualsiasi oggetto adatto alla pugia, deve essere "dato alla vita" con il rito pranapratishta. Una descrizione di questo rito la possiamo ritrovare nel Nityotsava, che riporta il processo del pranapratishta in un Sri Yantra. Questo processo, per inciso, vale anche per l'iniziazione di un candidato in Sri Vidya (scuola di tantra induista), in questo rito avviene l'istallazione dei tattva nello yantra.     

 

FONTE

www.wikipedia.org

www.shivashakti.com