Filosofia e spiritualità

La millenaria conoscenza spirituale indiana

UPANISHAD MEDIEVALI

Niralamba-Upanishad

Niralamba (collegata al "Sukla Yajurveda", genere "Vedanta"). L'Upanishad ha come temi "le caratteristiche del Signore"; "l'azione, la non-azione, la coscienza" e la "liberazione".

 

<<L'Assoluto, avendo manifestato i mondi mediante la potenza che ha il nome di "principio oggettuale", penetra in essi e ne diviene l'intimo reggitore. Giacché governa l'operare delle varie figure divine preposte alla manifestazione dei mondi, nonché degli organi di senso e d'azione dei soggetti coscienti, è detto "Signore">>.

 

( Niralambopanishad, 2 ) 

 

<<E' azione quell'attività compiuta per il tramite dei sensi, di cui il principio cosciente diviene consapevole dicendo "Io faccio questo". E' non-azione l'esecuzione di riti quotidiani ed occasionali, sacrifici, voti, atti di ascesi, doni e simili, compiuti senza avere di mira il loro frutto. A causa dell'egoismo di chi ne è agente o fruitore essa conduce alla schiavitù e ha come effetto la nascita e i mali che ne derivano. La conoscenza è la comprensione per conoscenza diretta che nel mutevole universo non vi è nulla tranne l'immutabile Coscienza, che non è soggetta a mutamento al pari delle altre categorie di oggetti sensibili, quali un vaso, una veste e simili: essa è identica ovunque ed insita in ogni cosa, e si manifesta ad un tempo come colui che percepisce e come ciò che vien percepito. Tale conoscenza sorge in seguito al soggiogamento dei sensi, al servizio devoto offerto ad un maestro competente, all'ascolto, alla meditazione a all'attenzione per i testi sacri>>.

 

( Niralambopanishad, 22-24 )

 

<<La liberazione è la distruzione della schiavitù, che consiste nella sensazione di possedere personalmente gli oggetti, concepiti come fonte di piacere o dolore. Questa distruzione si ottiene distinguendo tra ciò che è imperituro e ciò che è transeunte in quest'inverno effimero>>.

 

( Niralambopanishad, 31 ) 

 

FONTE

www.guruji.it