Filosofia e spiritualità

La millenaria conoscenza spirituale indiana

UPANISHAD VEDICHE

Isha Upanishad

La Isha Upanishad è collegata al Sukla Yajurveda, e nonostante sia composta di solo diciotto versi, è molto significativa. Fin dai primi versi si definiscono le qualità del Signore Supremo.

 

Quello è perfetto, questo è perfetto. Dal perfetto viene il perfetto. Anche se il perfetto emana il perfetto, esso rimane perfetto.

1. Il Signore dimora in tutto questo. Ogni cosa al mondo è tutto il mondo. Se rinunci a tutto, godi tutto. Non creare la ricchezza fuori di te!

2. Chi agisce così in questo mondo può vivere cento anni. Se vivrai così, non incontrerai ostacoli e nessuna azione ti legherà.

3. Tutti coloro che si oppongono al proprio Sé dopo la morte vanno nei ciechi mondi avvolti nelle tenebre chiamati mondi senza sole.

4. L'Uno è immobile, eppure è più rapido del pensiero. Egli è al di sopra di tutto, neanche gli dei possono raggiungerlo. Senza muoversi, supera tutto ciò che corre. In lui Agni [il dio del fuoco] compie la sua opera.

5. Quello si muove, Quello non si muove. Quello è lontano, Quello è vicino. Quello è all'interno di questo, di ogni cosa. Quello è all'esterno di questo, di ogni cosa.

6. Colui che vede tutti gli esseri nel Sé e vede il Sé in tutti gli esseri, questi non odia nessuno.

7. In colui che sa che tutti gli esseri esistono solo come Sé, in colui che così vede solo l'Uno, non c'è illusione, non c'è sofferenza.

8. Questi invero conosce ciò che è luminoso e immateriale, che non può essere ferito né bagnato, puro, senza peccato, il veggente, il sapiente, l'essere supremo, indipendente, che dall'origine dei tempi fa raggiungere il proprio scopo.

9. Coloro che dimorano nell'ignoranza cadono in una profonda oscurità. Ma in una ancor più profonda oscurità cadono coloro che si compiacciono della conoscenza.

10. Il destino di chi coltiva la conoscenza certamente è diverso da quello di chi vive nell'ignoranza. Così dicono i saggi che insegnano a conoscere Quello.

11. Chi conosce la saggezza e l'ignoranza vincendo l'ignoranza sconfigge la morte, coltivando la saggezza beve il nettare dell'immortalità.

12. Coloro che adorano gli esseri invisibili cadono in una profonda oscurità. Ma in una ancor più profonda oscurità cadono coloro che si compiacciono di ciò che è visibile.

13. Il destino di chi si fonda su ciò che esiste certamente è diverso da quello di chi si fonda su ciò che non esiste. Così dicono i saggi che insegnano a conoscere Quello.

14. Chi conosce ciò che porta tutti gli esseri alla rovina, supera la rovina e la morte e beve il nettare dell'immortalità in tutti gli esseri.

15. Un velo di luce nasconde il volto della verità. Ti prego, rimuovi questo velo e mostrami il vero dharma [insegnamento]!

16. O sole, tu che concedi alla forza creativa il suo potere, unico Saggio, trattieni, ti prego, i tuoi raggi! Attenua il tuo splendore, perché io possa vedere la tua benedetta forma! Questo Sé simile al sole, sono io!

17. Che questo corpo sia consumato, che il mio soffio si fonda con l'aria e divenga immortale! Om -- ricorda i miei sacrifici, ricorda come ti ho servito! Ricorda i miei sacrifici, ricorda come ti ho servito!

18. O Agni, mio Dio, mio Signore! Tu che conosci la via, guidaci sul giusto cammino! Facci superare ogni ostacolo, liberaci da ogni difetto! Mi inchino dinnanzi a te, con queste parole ti rendo omaggio.