Filosofia e spiritualità

La millenaria conoscenza spirituale indiana

UPANISHAD MEDIEVALI

Hamsa-Upanishad

Hamsa (collegata al "Sukla Yajurveda", genere "Yoga").

 

1. Gautama disse: "O signore che conosci ogni legge, che sei esperto d'ogni scienza, con qual mezzo si desta la conoscenza del Brahman?".


2. Shiva rispose: "Dopo aver riflettuto su tutti i Veda e aver conosciuto la dottrina di Shiva, ascolta allora da me la verità, o Gautama, [come fu] rivelata da Parvati.

3. Essa è un segreto che non deve essere divulgato, è simile a un tesoro [riservato] per chi pratica lo Yoga, essa che concerne la conoscenza completa dell'anima e che dà come frutto la gioia e la liberazione.

4. Io voglio esporre la dottrina del Hamsa e del paramahamsa a [te] che sei un novizio padrone di te, in pace, devoto al maestro.

[La dottrina] è che sempre bisogna ripetere "Hamso, Hamso". Con tale suono [il respiro] penetra e permane in tutti i corpi, come il fuoco nel legno, come l'olio nel sesamo. Chi lo conosce non va alla morte. Dopo aver chiuso l'apertura anale, [il praticante] deve far salire il soffio dal centro chiamato adhara fino al manipuraka, dopo essere passato attorno per tre volte allo svadhisthana; deve poi, superato l'anahata, trattenere i soffi nella visuddhi, meditare sull'ajna e sul brahmarandhra, realizzare di essere la sillaba Om (ossia l'Assoluto), e riflettere continuamente sul ronzio che, [salendo] dal centro adhara fino al brahmarandhra, è simile a un puro cristallo: questo si dice che è il Brahman, il supremo Atman.

5. [Del mantra Hamso, Hamso] l'autore è il Hamsa, il metro è una mistica gayatri [di otto sillabe], la divinità [cui è dedicato] è il paramahamsa, la parte iniziale è Ham, la parte conclusiva è So, la parte centrale è So 'ham. Di giorno e di notte si deve ripetere [questo mantra] 21.606 volte, [pensando] al sole, alla luna, al [Signore] privo di macchie, al [Brahman] immerso nel mistero: [in tal modo] si rianimerà lo spirito che risiede nel corpo. Questo [mantra, unito] all'invocazione rituale " Ad Agni e Soma, Vausat ", è usato per il rito del nyasa, che impegna le membra e le mani, cominciando dal cuore. Alla fine del rito si deve meditare sull'Atman, ossia sul'Hamsa che giace nel cuore dagli otto petali.

6. [Dell'Hamsa il corpo è così costituito:] Agni e Soma sono le ali, Om è la testa, il punto che sovrasta la mezzaluna è l'occhio o la bocca, Rudra e Rudrani sono i piedi e gli arti, Kala e Agni i due lati del corpo (destro e sinistro), conoscenza e rinuncia sono i due altri lati (superiore e inferiore).


7. Ed esso è il paramahamsa, lo Spirito Supremo, che risplende come dieci milioni di soli e penetra in tutto l'universo! [Finché risiede nella ninfea del cuore] ci sono otto impulsi [corrispondenti agli otto petali della ninfea]: nel petalo orientale c'è inclinazione alle azioni sacre, nel petalo sud-orientale sonno, ignavia e così via, nel meridionale tendenza alla crudeltà, nel sud-occidentale inclinazione al male, nell'occidentale tendenza al piacere, nel nordoccidentale desiderio di viaggiare e cose simili, nel settentrionale tendenza alla sessualità, nel nord-orientale [desiderio di] ricchezze e possesso.

8. Nel mezzo [della ninfea del cuore] c'è la rinuncia, negli steli lo stato di veglia, nel pericarpo lo stato di sonno, nell'androceo lo stato di sonno profondo. Il quarto stato [lo si raggiunge] quando si è abbandonata la ninfea [del cuore]. Quando l'anima s'è dissolta nel nada, allora si dice che c'è lo stato che è al di là del quarto, al di là del pensiero, al di là dello stesso mantra Hamso, Hamso. E tutto così avviene per effetto del [mantra] Hamso, Hamso: da esso il pensiero [del devoto] è mosso. [Il devoto] giunge a godere il nada ripetendo [il mantra] dieci milioni di volte: tutto così avviene per effetto del [mantra] Hamso, Hamso. Il nada si manifesta in dieci modi: dapprima come cini, poi come cincini, il terzo grado è come il suono d'una campana, il quarto è come il suono d'una conchiglia, il quinto è come il suono d'una corda, il sesto è come un battito di mani, il settimo è come il suono d'un flauto, l'ottavo è come il suono d'un tamburo, il nono è come il suono d'una cassa armonica, il decimo è come il rumore d'un tuono. Bisogna tralasciare il nono grado [e i precedenti] e concentrarsi soltanto sul decimo.

9. Al primo grado [di realizzazione del nada] si ha un suono simile a cincini, al secondo questo scompare, al terzo sopravviene [come] una spossatezza, al quarto la testa trema,

10. al quinto il palato trasuda [ambrosia], al sesto si beve l'ambrosia, al settimo si conosce il mistero, all'ottavo si possiede la parola,

11. al nono il corpo diventa invisibile e si ha la vista divina, senza macchia, al decimo si raggiunge il sommo Brahman, nell'identità fra Atman e Brahman.

12. A questo punto l'intelletto si dissolve e nell'intelletto si bruciano desideri e dubbi, peccati e buone azioni. Appare l'eterno Shiva, nella forma di Shakti, onnipresente, rilucente di per sé, puro, illuminato, senza fine, senza macchia, per sempre acquietato. 

 

FONTI

www.wikipedia.org

praticamenteyoga.blogspot.it