Filosofia e spiritualità

La millenaria conoscenza spirituale indiana

Brahmana ( ब्राह्मणं ) e Aranyaka ( आरण्यक )

Intorno al XII – IX secolo a.C., furono redatti dei testi molto importanti per il pensiero filosofico indiano e di conseguenza per lo sviluppo dello yoga, i Brahmana e gli Aranyaka. I Brahmana formano una letteratura di contenuto quasi unicamente ritualistico. L' attenzione della casta sacerdotale, dalla quale questi libri sono usciti, è tutta incentrata sul sacrificio considerato il supremo fine. I Brahmana (affermazione sul Brahman) sono testi aventi lo scopo di descrivere e spiegare la relazione tra le formule sacrificali (mantra) e le azioni (karman) inerenti alle cerimonie sacrificali presenti nei Veda. Il sacrificio vedico precedente ai Brahmana era di tipo competitivo. Il ruolo centrale era affidato al deva Indra e il procedimento sacrificale prevedeva gare tra carri e competizioni verbali tra gli officianti. Con i Brahmana nel Pantheon vedico ci furono dei cambiamenti. Nel Satapathabramana, Visnu diventa la personificazione dei sacrifici, Shiva fa la sua prima comparsa, specialmente nel Kausitakibrahmana, Rudra chiamato Girisa, diventa “il benevolo”, Prajapati prende il posto di Indra e dalla prodezza guerriera si passa alla conoscenza delle regole proprie del sacrificio per entrare in un rapporto personale con il sacro che prelude ai successivi testi, le Upanishad, con la loro identificazione tra il Sé (l'atman) e il principio universale (il brahman).

 

( SA )

<< brahma ha va idam agra asit tasya tejoraso tyaricyata sa brahma samabhavat sa tusnim manasadhyayat tasya yan mana asit sa Prajapatir abhavat >>

( IT )

<< In origine vi era il Brahman soltanto; poiché il succo della sua forza si espandeva, divenne Brahma meditò in silenzio con la mente e la sua mente divenne Prajapati >>

 

( Samavidhana Brahmana I, 1, 3 )

 

Il concetto di Brahman, nel Rgveda significa Inno o preghiera rivolta a Dio. Prima rappresentava la forza soggettiva che aiutava il veggente a comporre le preghiere, ora diventa l'oggetto per cui si prega.

 

Possiamo dire che da causa della preghiera venne a significare il potere del sacrificio, e dal momento che nei Brahmana l'intero universo è considerato come prodotto del sacrificio, Brahman venne a significare il principio creativo del mondo.

 

L'antica idea vedica del Rta relativa all'azione ordinatrice che regge il mondo, viene trasformata nei Brahmana, nel concetto del Dharma dove si riferisce specialmente all'ordine morale del mondo.

 

Per la prima volta sorge la concezione del dovere, la vita è una serie di doveri e responsabilità e la premessa per una via armonica è l'aderenza più stretta a queste regole. L'uomo ha dei doveri verso gli Dei, verso i veggenti, verso gli altri uomini e verso le creature inferiori, ed è aderendo a questa concezione etica, che l'arya può vivere una vita spirituale e religiosa.

 

Gli Aranyaka (inerente ai luoghi selvatici), contemporanei dei Brahmana, si riferiscono ai quei rituali da compiere lontano dalla comunità dei villaggi, appunto in mezzo alla natura, in una vita da eremitaggio. Essi sono servite come ricettacolo di aggiunte successive al corpus vedico, quindi come i Brahmana si ricollegano a ciò che viene citato nei Veda. Da ricordare l'Aitareya Aranyaka, collegata al Rgveda, in cui si parla del Prana – vidya, il Prana, che costituisce il soffio vitale di un corpo e il respiro vitale di tutti i mantra, tutti i Veda e tutte le citazioni vediche.

 

FONTE

www.wikipedia.org