Corpo yogico

corpo yogico
Il corpo yogico

L'individuo possiede una struttura complessa che convive nel corpo fisico: è questo il "corpo yogico". Tale corpo yogico è costituito di canali (nadi) e centri (cakra o padma), e in esso gioca un ruolo determinante una potenza, la kundalini. Lungo uno dei canali principali, la sushumna, quello che verticalmente collega la regione perineale con la sommità del capo, la kundalini, che normalmente si trova allo stato latente alla base del canale stesso, può risalire, con pratiche adeguate, verso l'alto conducendo così alla liberazione.

 

Nadi e chakra, insieme ad altri componenti quali il prana ("respiro" o "energia vitale"), i vayu ("soffi", "venti") e i bindu ("punti"), sono i principali componenti anatomici di quello che nella letteratura contemporanea è noto come "corpo sottile": l'energia vitale vi scorre attraverso i canali sotto forma di soffi, mentre l'energia divina si trova latente nei centri.

 

 

 

FONTE

www.wikipedia.org

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Chakra

Il Chakra, traducibile come "ruota", "disco", "cerchio", ma nel contesto yogico una traduzione migliore può essere "vortice". I chakra sono vortici d'energia pranica in aree specifiche del corpo che controllano la circolazione del prana che permea l'intera struttura umana. 

chakra

Centri di coscienza

chakra sono "centri di coscienza", nuclei di controllo della nostra esistenza sul piano fisico, mentale e spirituale. Ogni chakra è un nucleo di controllo delle diverse attività biopsicologiche ed è in rapporto con i vari nervi, ghiandole e subghiandole. Gli studi moderni dimostrano oggi che le nostre emozioni e i nostri stati mentali dipendono dalle secrezioni ormonali e viceversa.  


Kundalini

Il nome Kundalini deriverebbe da kundali, generalmente tradotto con "ricurva", o anche con "attorcigliata", quindi dallo stato in cui normalmente si trova questa energia; "dormiente", "addormentata", "quiescente", "inattiva", "sopita", "inconscia": sono questi i termini che generalmente si trovano in letteratura per riferirsi ad essa. 


Nadi

La manipolazione di Kundalini non è possibile se prima non si è provveduto a purificare il sistema dei canali energetici del corpo sottile, le nadi.  Il termine sanscrito "nadi" viene dalla radice "nad", che significa "movimento". E' attraverso queste nadi (suk-shma, passaggi sottili) che si muove o fluisce la forza vitale o corrente pranica. Diversi autori specificano il numero delle nadi differentemente, da 72.000 a 350.000. I nervi e i plessi grossolani hanno relazione intima con quelli sottili. 


Cinque Kosha

Secondo i pensatori e i Rishi dell'India, l'essere umano è composto di stratificazioni che vanno dallo stato di essere più sottile fino alla sua manifestazione più densa: il corpo visibile.


Pancha Vayu e Upa-Prana

Pranamaya kosha è formato da cinque prana principali che, collettivamente, sono conosciuti come i "pancha", o cinque vayu: prana, apana, samana, udana e vyana (vedi Prasna Upanishad).  

Prana, in questo contesto, non si riferisce al prana cosmico ma piuttosto ad una specifica parte di pranamaya kosha che governa l'area tra la laringe e la sommità del diaframma. E' associato agli organi respiratori e della parola, all'esofago e ai muscoli e nervi che li attivano. E' la forza che attrae il respiro all'interno del corpo.


Oltre il Corpo e la Mente

Mentre i moderni psicologi chiamano le tre dimensioni della mente conscio, subconscio e inconscio, nella filosofia Yoga sono conosciute come dimensione grossolana, sottile e causale della personalità umana. Queste tre dimensioni sono ulteriormente suddivise nei cinque kosha che costituiscono l'espressione totale della personalità umana, dalla più grossolana alla più sottile dimensione di esistenza.