Che cos'è lo yoga


Yoga moderno

Lo yoga moderno è caratterizzato dall'interazione tra occidentali interessati alle religioni indiane e indiani più o meno occidentalizzati. Uno di questi è certamente Gadadhar Chattopadhyay, conosciuto come Sri Ramakrishna Paramahamsa (Kamarpukur, 18 febbraio 1836 - Cossipore, 16 agosto 1886). Ramakrishna è stato un importante mistico indiano, nonché un guru, famoso per aver intrapreso i vari percorsi mistici delle principali religioni del mondo. I suoi insegnamenti enfatizzano la realizzazione spirituale come più alto obbiettivo della vita, lo sviluppare amore e devozione per Dio, l'unicità dell'esistenza, l'armonia e la sostanziale unità delle religioni.

 

Suo discepolo, con il quale diede vita ad un ordine inter-religioso, la Ramakrishna Mission, fu Narendranath Dutta, conosciuto come Swami Vivekananda (Calcutta, 12 gennaio 1863 - Cossipore, 4 luglio 1902). Considerato in India alla stregua di un santo, di tradizione e cultura induista, fu un grande ammiratore del Cristianesimo. Poeta, filosofo e grande pensatore fu autore di molti testi spirituali, ma non solo; scrisse vari pensieri con la finalità di integrare la cultura occidentale con quella orientale. In ambito yoga i suoi lavori più importanti furono pubblicati durante il suo soggiorno negli Stati Uniti: Karma Yoga (1896) e Raja Yoga (1896). Le altre opere che andranno a costituire, con le prime due, una quadrilogia sul tema, Jnana Yoga e Bhakti Yoga, videro la stampa soltanto dopo la sua morte.

 

Teorizzatore dello Yoga Integrale, fu invece Sri Aurobindo (Calcutta, 15 agosto 1872 - Pondicherry, 5 dicembre 1950), filosofo, poeta, scrittore, maestro di yoga e mistico indiano, si distinse anche per il suo impegno politico in favore dell'indipendenza dell'India. Sri Aurobindo si lanciò alla ricerca di una più completa esperienza, capace di unire i due poli dell'esistenza, la Materia e lo Spirito. Mentre la maggior parte dei percorsi mistici del passato portavano ad un aldilà che sboccava ineluttabilmente al di fuori della vita terrestre, l'ascesa spirituale compiuta da Sri Aurobindo costituisce il preludio di una discesa della luce e del potere dello Spirito nella Materia, allo scopo di trasformarla. L'uomo, secondo Sri Aurobindo, è soltanto "un essere di transizione".

 

Contemporaneo di Sri Aurobindo fu Ramana Maharshi (30 dicembre 1879 - 14 aprile 1950) è stato un mistico indiano, ed un maestro dell'Advaita Vedanta del XX secolo. E' uno dei saggi più celebrati in India. Dall'età di 17 anni visse la sua vita ai piedi del monte Arunachala (nelle vicinanze della città di Tiruvannamalai), uno dei più sacri dell'India. Con il tempo numerosi ricercatori spirituali divennero suoi devoti e ricevettero i suoi insegnamenti, secondo cui l'essenza dell'essere umano è conoscenza senza limiti, beatitudine e completa libertà.


Swami Vivekananda, Sri Aurobindo, Ramana Maharshi, Paramahansa Yogananda.

Uno yogi che ebbe grande notorietà in occidente fu Paramahamsa Yogananda (Gorakhpur, 5 gennaio 1893 - Los Angeles, 7 marzo 1952), filosofo e mistico indiano. Yogananda ha trascorso gran parte della sua vita negli Stati Uniti d'America, dove ha introdotto molti degli insegnamenti di meditazione del Kriya Yoga soprattutto attraverso il suo libro, "Autobiografia di uno Yogi", tradotto in 35 lingue. Negli Stati Uniti si dedicò alla diffusione dell'antica filosofia Vedica e dell'Induismo, integrandoli con il Cristanesimo, fondando l'organizzazione Self-Realization Fellowship (SRF), con sede a Los Angeles. Tutt'oggi esistono numerosi centri SRF nel mondo dove gli studenti e i devoti possono applicare i suoi insegnamenti e condividere la sua realtà spirituale.

 

Tra il 1918 e il 1919, fu fondato da Sri Yogendra, uno dei primi centri yoga, lo Yoga Institute, situato a Santa Cruz, Mumbai. Sri Yogendra (1897 - 1989), frequentava ancora il college, quando ebbe l'incontro con quello che diventerà poi il suo guru, Paramahamsa Madhavasaji (1798 - 1921), grande maestro yoga del Bengala. Dopo aver completato la sua formazione yoga nell'ashram di Paramahansa Madhavadasaji, in Malsar città di Gujarat, Sri Yogendra decise di diffondere i benefici dello yoga a tutti fondando appunto lo Yoga Istitute.

 

Altro discepolo di Paramahansa Madhavadasaji fu Swami Kuvalyananda (30 agosto 1883 - 18 Aprile 1966), ricercatore ed educatore che è principalmente conosciuto per la sua ricerca pioneristica nelle fondamenta scientifiche dello yoga. Ha iniziato la ricerca scientifica sullo yoga nel 1920, e pubblicato la prima rivista scientifica dedicata allo studio dello yoga, Yoga Mimamsa ("indagine yoga"). In questa rivista vennero esposti i primi esperimenti scientifici sulle tecniche yogiche, come l'effetto di asana, shatkarma (purificazioni), bandha e pranayama sugli esseri umani. Nel 1924 fonda il Kaivalyadhama Yoga Ashram a Lonavla, a metà strada tra Bombay e Pune. Come Yogendra, Kuvalyananda rende lo yoga accessibile a tutti e cerca di utilizzarlo per migliorare la salute dei praticanti. Entrambi trasformarono la pratica yoga in una forma di educazione fisica basata sulla fisiologia e cercarono di farne una forma di terapia scientificamente verificabile.

 

Una menzione particolare la meritano la tradizione di Tirumalai Krishnamacharya e la tradizione di Shivananda, due forme di yoga moderno profondamente radicate nella tradizione indiana che hanno avuto una notevole influenza sulla concezione occidentale dello yoga. Nelle tradizioni di Krishnamacharya e Shivananda vediamo alcune radicali trasformazioni nel modo di concepire lo yoga e rispetto al ruolo che esso può assumere nella vita della gente. E' stato reso accessibile a tutti, lo yoga serve per stare nel mondo e per uscirne. Nella tradizione di Shivananda la vita monastica da rinunciante è ancora considerata un ideale, mentre il lignaggio di Krishnamacharya insiste sul valore della vita nella famiglia. Al di là delle differenze i due rami dell'albero dello yoga possono essere considerati la fonte di cambiamenti significativi nel modo di concepire e praticare questa disciplina. E sono tali cambiamenti che rendono il loro insegnamento dello yoga davvero moderno.

Yoga Integrale

Sri Aurobindo è il teorizzatore dello "yoga integrale", la vita, il pensiero, le sue realizzazioni sono "integrali", affrontano in modo unitario tutti gli aspetti della realtà, del pensiero, della psiche, dello spirito. Secondo Aurobindo, l'uomo non deve rinunciare al mondo, all'azione, così come non deve rinunciare alla realizzazione spirituale. L'uomo che si deve realizzare è un uomo integrale, che non ha distrutta nessuna delle proprie peculiarità, ma tutte le ha divinizzate. Aurobindo propone uno "yoga integrale" che sviluppa l'elevazione, la realizzazione, per ciascuno secondo le proprie inclinazioni e la propria specifica disposizione psichica.

 

L'insegnamento di Aurobindo parte dalle tradizionali dottrine, superandone i principi in quel magistrale lavoro di sintesi che è la via dello "yoga integrale". In particolare vi sono accolte gran parte delle concezioni vedantiche e del buddhismo originario nonché alcuni aspetti fondamentali della dottrina tantrica.

 

<<Non ho mai detto che il mio yoga era qualcosa di assolutamente nuovo in tutti i suoi elementi. L'ho chiamato "yoga integrale" e ciò significa ch'esso riprende l'essenza e molti procedimenti dei vecchi yoga; la sua novità sta nel suo scopo, nel suo punto di vista e nella globalità del suo metodo...non c'è niente che lo distingua dai vecchi yoga se non lo scopo che ne sottolinea il carattere globale, lo spirito dei suoi movimenti, il significato finale che tiene davanti a sé e anche lo schema della sua psicologia e dei suoi metodi>>.

 

(Sri Aurobindo "Lettere sullo yoga")

 

<<L'essenza dello yoga è il contatto della coscienza umana individuale con la coscienza divina. Lo yoga è l'unione tra ciò che nel gioco dell'universo è stato separato dal vero Sé, e questa sua stessa origine e universalità. Il contatto può aver luogo in qualsiasi punto di questa coscienza varia e complessa che chiamiamo la nostra personalità. Può effettuarsi nel fisico per mezzo del corpo, nel vitale attraverso il gioco delle funzioni che determinano lo stato e le esperienze del nostro essere nervoso; nella mente con la mediazione delle emozioni e del cuore, con la volontà attiva e l'intendimento, o, in modo più ampio, mediante una conversione generale della coscienza mentale e di tutte le sue attività. Può anche compiersi attraverso un risveglio diretto alla Verità ed alla Beatitudine universali o trascendenti quando nella mente l'ego centrale si converte. Il punto di contatto che scegliamo determina il tipo di yoga che praticheremo>>.

 

<<...l'utilità vera dello yoga e il suo ultimo fine non possono essere raggiunti che quando lo yoga, cosciente nell'uomo, incosciente nella natura, coincide con la vita stessa, onde si possa dire luminosamente guardandone insieme il cammino e l'adempimento: in verità, tutta la vita è yoga>>.

 

(Sri Aurobindo "La sintesi dello yoga")

La tradizione di Shivananda

Swami Shivananda
Swami Shivananda

Swami Shivananda (1887 - 1963), i suoi genitori vivevano a Pattamedai, nel Tamil Nadu, e gli diedero il nome di Kuppuswami Iyer. Sin dalla più tenera età si mostrò dotato nel corpo e nella mente, era un buon atleta e un bravo studente. Dopo aver fatto praticantato come medico al Tanjore Medical Institute accettò un'offerta di lavoro in Malesia. Il viaggio oltre mare che il trasferimento comportava era considerato fonte di contaminazione per brahmani come lui, ma Kuppuswami non si lasciò scoraggiare da tali concezioni e disse ai genitori che simili regole non valevano per il mondo moderno e andavano subordinate alla necessità di servire il prossimo. Il ragazzo pensava con la sua testa e il suo approccio alla vita spirituale era iconoclasta.

 

Fu in Malesia che il giovane dottore Kuppuswami cominciò a leggere libri di carattere spirituale, a praticare yoga e a riflettere sulla sofferenza. Nel 1923, tornò in India e in una serie di tappe verso nord raggiunse Rishikesh. A maggio dell'anno successivo fu iniziato all'ordine dashanami di Shankaracharya da Swami Vishvananda Sarasvati dello Shringeri Math, il rito viraja homa fu officiato da Swami Vishnudevananda nell'ashram di Kailash. Gli fu conferito il nome di Swami Shivananda. I dashanami sono un ordine monastico e comportano l'adozione di uno stile di vita sannyasi, stile con cui Shivananda si sentì subito in sintonia.

 

Shivananda si dedicò ad asana e pranayama, alla fine degli anni Venti il giovane sannyasi già attirava discepoli che spingeva verso una vita attiva e al servizio degli altri. Teneva inoltre conferenze e scriveva libri in inglese, attirandosi ancora una volta le critiche degli ortodossi.

 

Il desiderio di diffondere il proprio insegnamento e di avere i discepoli accanto a sé portò, negli anni Trenta, a una serie di significativi risvolti istituzionali. Nel 1933 venne fondato lo Swarg Ashram Sadhu Sangha, che nel 1936 divenne la Divine Life Trust Society e nel 1939 la Divine Life Society. L'accesso all'associazione era gratuito e rivolto a chiunque cercasse la realizzazione di sé e praticasse ahimsa, satyam e brahmacharya. Poi Shivananda acquistò un cottage con quattro stanze per sé e per quattro dei suoi discepoli, Swami Paramananda, Krishnananda, Yogi Narayan e Swarna Giri. Nuovi discepoli arrivarono e costruirono i loro cottage su un terreno concesso loro dal Maharaja di Tehri Garhwal e a mano a mano la comunità si ampliò. Si formò così il nucleo di quello che sarebbe diventato l'ashram di Shivananda e Shivananda Nagar (la città di Shivananda). All'inizio degli anni Quaranta, Shivananda mandava i vari discepoli in giro per l'India a diffondere il messaggio del futuro Yoga Integrale.

 

I discepoli si recavano da lui per praticare kundalini yoga ed assistere anziani e malati. Per Shivananda la purezza di cuore veniva prima del risveglio della kundalini.

 

A partire dagli anni Trenta gli insegnamenti di Shivananda raggiunsero l'Occidente, prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale avevano raggiunto il Messico, vari paesi africani, il Medio e l'Estremo Oriente. Nel 1944, in India, per aiutare gli allievi nella lettura, in originale, delle scritture vediche, Shivananda fondò il Saraswati Forest Academy. Nel 1951 il centro acquisì una propria tipografia per la pubblicazione di opere sullo yoga e la spiritualità.

 

Fedele al proprio background di medico, Shivananda aprì ogni anno, dal 1950, campus oculistici, dove i poveri con problemi agli occhi potevano ricevere assistenza. Nel 1957, grazie alla donazione di un allievo benestante, venne aperto a Shivananda Nagar un ospedale oftalmico permanente. Quando arrivavano medici con altre specialità Shivananda annunciava l'organizzazione di campus di assistenza, in cui i vari medici potevano dare un aiuto concreto ai bisognosi. Ciò portò, in seguito, all'istituzione di un piano di educazione alla salute. Furono pubblicati libri e riviste, organizzati corsi e insegnate asana a scopo terapeutico.

 

Nel 1956 Swami Satyananda, forse il più noto dei discepoli di Shivananda, ricevette dal guru l'invito a trovare una sua missione personale. Da allora ha fondato l'International Yoga Fellowship (1962), la Bihar School of Yoga (1964), lo Shivananda Math (1984) e la Yoga Research Foundation (1984). Swami Satyananda mise una grande energia nello sviluppo della pratica di asana e pranayama e promosse una serie di tecniche tantra. Delle tradizioni di Shivananda la Bihar School è probabilmente la scuola più orientata verso lo hatha e il tantra yoga. Secondo la Bihar School, il karma yoga più importante per il karma sannyasin è l'insegnamento dello yoga.

La tradizione di Tirumalai Krishnamacharya

Tirumalai Krishnamacharya (1888 - 1989) visse una vita straordinaria, resa tale dalla combinazione di due qualità che raramente si trovano riunite nella stessa persona: un profondo tradizionalismo e una creatività radicale. Entrambe le qualità si manifestarono presto nella sua vita e continuarono a permearla fino alla fine. Da giovane, secondo i dettami dell'eredità familiare Sri vaishnava, studiò grammatica vedica, teologia Vedanta e logica (nyaya) al Parakala Math a Mysore. Praticò inoltre le asana (posture) con Narasimha Bharati Swamigalavaro all'Advaita Vedanta Math di Sringeri. Dopo tre anni a Varanasi (Benares), in cui approfondì la conoscenza del classico percorso brahmanico, tornò a Mysore per studiare i testi dello Sri vaishnavismo e ottenne qualifiche come studioso dei Veda e del Mimamsa. Nel 1914 ritornò a Varanasi e si iscrisse al Queens College. L'anno dopo ottenne la qualifica di Upadhyaya (insegnante). In seguito ottenne qualifiche di livello superiore come studioso di Mimamsa, Nyaya e Veda, nonché di astrologia e ayurveda. Krishnamacharya parlava correntemente il sanscrito e una serie di altre lingue indiane. Difficile trovare, persino in India, un percorso di studi più tradizionale. Inoltre, osservava strettamente i rituali brahmanici tradizionali e conduceva gruppi di canto sacro insieme a sacerdoti brahmani. Nel 1924, dopo aver passato più di sette anni sull'Hymalaya a studiare con uno yogin, tornò a Mysore e fu subito chiamato a lavorare come maestro di yoga dal Maharaja Nalvadi Krishnaraja Wodeyar. In seguito gli fu assegnata la vecchia sala di ginnastica in cui fondare una scuola di yoga.

 

Krishnamacharya era però anche un innovatore e il suo yoga non si limitò alla mera tradizione. All'età di soli sedici anni ebbe una visione dell'acarya Sri Vaishnava Nathamuni che recitava un testo dal titolo Yogarahasya ("I segreti dello Yoga"). Imparò l'opera a memoria e successivamente la trascrisse in lingua telegu. Il testo introduce tecniche di pranayama fino ad allora sconosciute, unisce asana e pranayama invece di portarli avanti in sequenza e inserisce, per la prima volta nella pratica yogica, sirshasana (la posizione sulla testa) e sarvangasana (la posizione di tutto il corpo sostenuto).

 

Molti studiosi in realtà credono, che molti dei principi innovatori, furono elaborati dallo stesso Krishnamacharya, prendendo ispirazione da movimenti usati nelle palestre e dai lottatori.

 

Non tutte le innovazioni di Krishnamacharya riguardano la pratica. Alcune di esse hanno radici profondamente sociali e conducono ad uno yoga davvero moderno: accessibile a tutti, centrato sulla salute e sul benessere, radicato nella pratica fisica eppure rivolto agli antichi testi che privilegiano meditazione e spiritualità. 

Sri T.Krishnamacharya, Sri B.K.S.Iyengar, Sri Pattabhi Jois.

Gli allievi di Krishnamacharya, B.K.S. Iyengar (1918 - 2014) e Pattabhi Jois (1915 - 2009), portarono lo yoga del maestro in altri paesi e lo resero internazionale. Nello spirito di Krishnamacharya, adattarono la disciplina yoga alle esigenze di ognuno. B.K.S. Iyengar diede maggior rilievo alla perfezione della postura e al suo mantenimento, eliminando le sequenze continue costruite tramite i vinyasa (Iyengar yoga). Pattabhi Jois andò, per certi versi, nella direzione opposta. Raggruppò asana e relativi vinyasa in tre serie di crescente difficoltà (ashtanga yoga).

 

Anche il metodo di Krishnamacharya si basava sulla continuità tra un'asana e l'altra ed è ancora portato avanti dal figlio T.K.V. Desikachar e dal nipote K. Desikachar. La loro sede è la Krishnamacharya Healing and Yoga Foundation (ex Krishnamacharya Yoga Mandiram), Chennai, India.

FONTI

www.wikipedia.org

www.iloveindia.com

"Il Pensiero Yoga" di Peter Connolly (EDIZIONI RED)

"Lo yoga integrale di Sri Aurobindo" di Pino Landi