Sulle tracce dello yoga

Tantra

Utpaladeva

Utpaladeva (X secolo), discepolo di Somananda, portò a compimento l'opera del maestro con la Isvarapratyabhijnakarika (Le Strofe di riconoscimento del Signore). Egli fu anche maestro del Krama e del Trika, quest'ultima sarà successivamente sistematizzata dal filosofo Abhinavagupta.

 

Utpaladeva nella sua opera, paragona la Coscienza a un cristallo che, senza esserne affetto, assorbe e riflette la luce degli oggetti circostanti, manifestando così quella che il filosofo chiama vimarsa, “consapevolezza riflessa”, che altro non è che presa di coscienza di sé, il potere che rende possibile riconoscere sé stesso nell'altro e l'altro in sé stessi. L'oscillazione, continua e inafferrabile, fra i due poli del conoscere, fra chi conosce e chi è conosciuto, è dunque l'essenza ultima della realtà. Responsabile di questo incessante movimento è la potenza (shakti).

 

L'essenza ultima della realtà, che è Coscienza suprema, è chiamata sia Para Samvit (Suprema Coscienza) sia Paramesvara (Supremo Signore), da essa emana tutto il reale secondo una sequenza di principi (tattva) costituita di 36 elementi unificanti, i 36 tattva. La sequenza è distinta in tre “cammini”.

 

Il primo, il Cammino Puro, è caratterizzato dal progressivo sviluppo dell'oggettività. E' costituito dai cinque tattva: Shiva, Shakti, Sadashiva, Isvara, Suddha vidya (Pura conoscenza).

 

Il Cammino Puro-Impuro si apre con il tattva Maya, che dà luogo al formarsi di due realtà apparentemente separate. Questo cammino è costituito da ulteriori cinque tattva, definite come le “corazze” di Maya: Potere di azione limitato, Conoscenza impura, Attaccamento, Tempo, Necessità.

 

Dopo di questo si apre il Cammino Impuro, quello della realtà ordinaria, che altro non è che l'insieme dei venticinque tattva del Samkya.

I 36 tattva

i 36 tattva

L'Assoluto, essendo sia ente al di là di ogni altra cosa esperibile, sia il principio da cui tutto scaturisce e di cui ogni cosa è parte, è da intendersi come avente contemporaneamente le qualità di trascendenza e impermanenza. L'espansione dell'Assoluto, la cosmologia, è descritta attraverso un insieme di principi costitutivi, categorie (tattva) intese come emanazioni dell'Assoluto stesso.

 

Questo insieme quando viene visto in senso inverso, indica il percorso spirituale, quella via salvifica che riconduce il singolo all'Uno, riunisce l'uomo a Dio.

 

Nella molteplicità dei soggetti che sono così derivati dall'Assoluto, trovano quindi luogo gli individui, frazioni nelle quali la coscienza originaria si ritrova offuscata. L'Assoluto si riconosce come insieme di singoli dalla consapevolezza limitata, individui in realtà dimentichi della propria condizione divina, schermati dalle cinque corazze, le kancuka, che se da un lato hanno consentito all'universo di manifestarsi, nel contempo limitano l'individuo impedendone il riconoscimento come emanazione di Dio.

 

FONTE

www.wikipedia.org