Che cos'è lo yoga

Sulle tracce dello yoga

Hatha Yoga

hatha yoga

Lo hatha yoga è sostanzialmente composto da cinque parti: shatkarman (i sei atti purificatori); asana (posizioni), spesso accompagnate da particolari contrazioni (bandha); mudra (gesti);  pranayama (controllo del respiro).

 

Purtuttavia questa disciplina, se da un lato possiede una sua morfologia ben definita, dall'altro trascolora ai bordi, per dir così, in altre forme di Yoga. Mudra e bandha, per esempio, sono cerniere tra lo hatha e il kundalini-yoga. Infatti, come ben è illustrato nel testo della Hatha-yoga-pradipika, particolari contrazioni di determinate parti del corpo, quali l'ano e la regione ombelicale, sono in grado di stimolare Kundalini addormentata e giocano quindi un ruolo essenziale nel suo risveglio. Il raja-yoga, poi, ha molto in comune con lo hatha ed è a esso saldamente intrecciato. Proprio nel verso d'apertura dell'Hatha-yoga-pradipika si afferma che lo hatha-yoga è la scala per coloro che vogliono ascendere ai vertici del raja-yoga; poi in modo ancor più esplicito si dichiara che lo hatha e il laya-yoga non sono che mezzi per ottenere il raja-yoga; in un altro passo, però, si aggiunge anche che non si può ottenere il raja senza lo hatha-yoga, né lo hatha senza il raja-yoga. In definitiva, è estremamente difficile la comprensione dell'uno senza la conoscenza dell'altro.

 

E' il nome stesso di questa dottrina che ci offre un'importante chiave per la sua interpretazione e comprensione. Hatha è un sostantivo che significa <<violenza>>, <<forza>>, e realmente intessuta di forza è la struttura dello Yoga; si rammenti quale sforzo è necessario per assumere e mantenere determinate posizioni. La tensione, lo sforzo, non sono fatti marginali, bensì centrali nella pratica dello hatha-yoga. La tensione dinamica presente nella posizione yoghica e le contrazioni che interessano varie parti del corpo interferiscono con determinati parametri della fisiologia ordinaria e di quella sopracorporea, creando così le condizioni indispensabili affinché avvenga quel passaggio di condizione, di stato, che è il fine ultimo dello Yoga.

 

La parola hatha-yoga rivela anche un altro significato più profondo: <<ha>>, infatti, è uno dei nomi di Surya, il Sole, e <<tha>> indica Chandra, la Luna: <<hatha>> è quindi lo Yoga dell'unificazione della Luna col Sole, dell'unione del flusso delle nadi ida e pingala, che avviene all'interno di sushumna.    

 

Secondo la tradizione indiana, infatti, con il corpo concreto, tangibile e visibile, <<grosso>> (sthula-sharira), che nasce, invecchia e muore, veglia e dorme, si nutre, soffre e provoca piacere, coesiste un corpo <<sottile>> (linga-sharira), il quale, invisibile e intangibile, è presente in un diverso livello di realtà. E' su questo corpo sottile che opera lo hatha-yoga, e ogni operazione yoghica che si compie ha una precisa risonanza su di esso.

 

Le nuove corrispondenze tra posture e riflessi psicofisici che venivano via via scoperte, andavano ad accrescere il patrimonio culturale dei maestri dello Yoga. La plurisecolare evoluzione di questa disciplina si riflette in un canone aperto, in una tradizione flessibile, della quale vengono a far parte le più efficaci tra le nuove pratiche sperimentate che, a loro volta, ottengono lustro e ufficiale riconoscimento dall'essere comprese nei testi.

 

La tradizione dello hatha-yoga è, in particolare, quella che ci è giunta attraverso i testi della dottrina dei natha o kanphata-yogin, i quali ci forniscono varie liste di maestri che <<da bocca a orecchio>> hanno tramandato l'insegnamento.

 

FONTE

"LA LUCERNA DELLO HATHA-YOGA (Hathayoga-pradipika)" a cura di Giuseppe Spera (magnanelli) 

Indice

Natha

Goraksha Sataka

Hatha Yoga Pradipika

Gheranda Samhita

Shiva Samhita