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Borobudur

Borobudur a Giava
Borobudur a Giava

Borobudur è un tempio Buddhista Mahayana risalente circa all'800 d.C. situato in Indonesia, più precisamente nella parte centrale dell'isola di Giava a circa 42 chilometri da Yogyakarta, patrimonio mondiale dell'UNESCO.

 

Il tempio ha una linea quadrata, divisa in gradini e appare come una montagna. La costruzione cominciò all'incirca tra il 750 e 830 d.C. e venne commissionata dalla dinastia regnante dei Sailendra. La scelta del luogo fu attentamente studiata, infatti poco lontano dal tempio si può trovare una confluenza di due fiumi che ricorda quella dei fiumi Gange e Yumna. Inoltre, sullo sfondo del paesaggio si può notare una catena montuosa che ricorda molto il profilo dell'Himalaya. L'architetto che la progettò fu Gunadharma, il quale venne assistito da alcuni monaci provenienti da tutte le parti del mondo, il monumento risente infatti di influenze indiane, persiane e anche babilonesi. La sua realizzazione richiese la manodopera di più di 10.000 persone per circa 75 anni e finì poco prima della fine della dinastia ad opera di Mataram.

 

Il Borobudur è un'opera architettonica imponente, ha una base di 123 x 123 metri ed un'altezza di 35 metri, poggia su circa 1.600.000 colossali blocchi di pietra e le sue pareti sono ricoperte da 2.672 bassorilievi, di cui più di 1.400 narranti storie riguardanti Buddha e da 504 statue dedicate. I bassorilievi narrano la storia del Buddha divisa in vari passaggi:

  • Il karma (Karmavibhangga)
  • La nascita del Buddha (Lalitavistara)
  • La storia del principe Siddharta (Jataka) e altre leggendarie persone (Avadana)
  • Sudhana cerca la verità finale (Gandavyuha)

KARMAVIBHANGGA: questa serie di bassorilievi illustra il Karma, le sue caratteristiche e la sua natura, vale a dire il rapporto di causa-effetto secondo cui una buona azione porta dei benefici nelle vite future mentre una cattiva azione avrà effetti sicuramente negativi per le vite future. Questi bassorilievi illustrano quali sono le azioni migliori e quali le peggiori, in sostanza questa parte del tempio è una specie di manuale sul Karma.

 

LALITAVISTARA: è la storia della gravidanza della Regina Maya, moglie del re Suddhodana, e dell'attesa per la nascita dell'erede al trono. La storia prosegue con la cronaca della nascita del piccolo e con i suoi primi anni di vita, fino a quando decide di intraprendere il suo viaggio.

 

JATAKA-AVADANA: è la storia del principe Siddharta e di altri importanti personaggi della religione buddhista.

 

GANDAVYUHA: è la storia della ricerca della verità da parte di Sudhana. Egli si reca da almeno 30 saggi, ma nessuno di questi riesce a soddisfare appieno la sua sete di sapere. Nel suo viaggio Sudhana incontra Supratisthita, Muktaka, Saradhvaja, Upasika, Bhismottaranirghosa, Jayosmayatna, Maitrayani, Sudarsana, Indriyesvara, Upasika Prabhuta, Ratnachuda, King Anala, il dio Shiva Mahadeva, Maya, Maitreya e Manjusri. Ognuno di questi incontri a permesso a Sudhana di apprendere qualcosa di nuovo, questi incontri sono narrati nella terza galleria. Tutta la quarta galleria è dedicata agli insegnamenti di Bodhisattva Samantabhadra a Sudhana. La storia finisce quando Sudhana apprende la suprema conoscenza e la verità finale.

 

L'edificio è strutturato in 10 terrazze (corrispondenti alle 10 fasi del cammino spirituale verso la perfezione), le quali sono divise in tre gruppi che rappresentano i tre regni del samsara.

KAMADHATU (regno del desiderio): è il primo livello rappresenta la vita nelle spirali del desiderio.

 

RUPADHATU (regno della forma pura): sono i 5 livelli quadrati, rappresentano la progressiva emancipazione dai sensi.

 

ARUPADHATU (regno del senza-forma): sono le ultime 3 terrazze circolari, simboleggiano il cammino progressivo verso il definitivo nirvana.

Arrivati in cima si può constatare che la struttura si evolve in una serie di spazi aperti e non più in stretti passaggi. Sulla cima dell'edificio è presente una serie di stupa con una centrale un po più grande delle altre. L'intero cammino è caratterizzato dalla presenza costante e ripetuta di nicchie contenenti statue di Buddha e ogni Buddha è diverso dagli altri. Circoambulando il devoto buddhista, medita lungo le terrazze, ricche di progressivi insegnamenti, accumulando meriti e liberandosi progressivamente dalla "mondanità", giungendo infine alla liberazione dalla sofferenza, al nirvana, rappresentato dalla sommità del monumento.

 

L'attività di questo tempio durò poco perché una serie di cataclismi naturali costrinse i residenti ad abbandonare la zona, in seguito ad una eruzione vulcanica (si suppone poco dopo l'anno mille) il tempio venne completamente sommerso dai detriti.

 

Nel XV secolo la popolazione era in maggior parte di culto islamico e quindi nessuno più era interessato a questo luogo di culto al punto che se ne perse la memoria e rimase solo nelle tradizioni popolari. Fu il ricercatore olandese H.C. Cornellius, intorno al 1815, a riportare alla luce il monumento. Dopo un lungo restauro oggi il Borobudur è meta di credenti e di turisti ed è il monumento più visitato di tutta l'Indonesia.

 

FONTE

www.wikipedia.org