Che cos'è lo yoga


Respirazione e yoga

La respirazione è in assoluto uno degli atti vitali più importanti. La nostra vita inizia con un atto respiratorio ed è proprio il respiro a mantenerci in vita. L'essere umano infatti, può sopravvivere mesi senza cibi solidi, pochi giorni senza ricorrere a nutrimenti liquidi, ma può vivere solo pochi minuti senza respirare. La vita coincide dunque con il respiro, tanto che in molte culture orientali, oltre a quella indiana, si misura la durata della vita in atti respiratori.

 

Normalmente viviamo senza la consapevolezza di respirare, nello yoga invece, il respiro è elevato allo stato di coscienza. Etimologicamente sia nella lingua latina, che in quella greca, la parola respiro rimanda all'equivalente di "anima", ma è nei sacri testi indiani, e quindi anche nello yoga, che il respiro surge a concetto di anima (atman) e di energia vitale (prana).

 

Il respiro non è altro che la diretta emanazione dell'anima, dello spirito, di ciò che anima la materia. L'aria e quindi il respiro, diventano così il mezzo per entrare in comunicazione con il divino. Come inspirare apre alla vita, alla luce, all'azione, allo stesso modo espirare sembra richiamare al contrario all'abbandono, al vuoto, al lasciar andare, all'affidarsi, momento ben simboleggiato dall'ultimo atto respiratorio coincidente con la morte.

 

Tutte le tecniche orientali sono centrate sul respiro, partendo dal presupposto che la respirazione rappresenti il più stretto collegamento tra micro e macrocosmo, attraverso la correlazione tra energia cosmica e respiratoria. Non a caso lo yoga ritiene che per arrivare all'autocoscienza sia fondamentale il controllo della mente, con il controllo del respiro.

 

Respirando entriamo in relazione con il mondo, in ogni inspirazione infatti è come se portassimo dentro di noi una parte di quell'universo di cui noi stessi siamo espressione, espirando restituiamo al mondo una parte del nostro microcosmo. Per questo in chiave psicosomatica molte delle patologie e dei disturbi legati alla respirazione vengono interpretati come una difficoltà nel "modo di essere nel mondo", una difficoltà a scambiare, all'oltrepassare i confini dell'io, a lasciarsi andare.

 

Nello stesso uso del linguaggio molte parole legate al respiro rimandano alla sfera emotiva, pensiamo alle parole ansimare, sibilare, sbuffare, soffocare, ecc. ognuna tradisce una condizione emotiva: rabbia, angoscia, ansia, insofferenza, ecc.. La respirazione di fatto è un meccanismo assolutamente legato alla nostra emozionalità, al nostro inconscio, tale da concretizzarsi in variazioni di ritmo e profondità respiratoria, esiste quindi un collegamento tra respiro, mente e stati emotivi. 

 

Appena nati e nei primi anni di vita, in genere sappiamo respirare bene, poi qualcosa durante il cammino si incrina, ed è come se, piano piano, disimparassimo a respirare. Da bambini entriamo in contatto e sperimentiamo le prime paure e insicurezze che si esprimono sul corpo con contrazioni muscolari di difesa. Queste contrazioni con il passare del tempo possono diventare croniche ed interessare i muscoli diaframmatici, toracici e costali, determinando anche un progressivo irrigidimento della colonna vertebrale, delle spalle e del collo. E' così che si finisce con l'avere di conseguenza un respiro molto superficiale o irregolare e frettoloso. Per riappropiarci di una buona respirazione bisogna eliminare gli intoppi, le corazze, gli impedimenti che nel corso degli anni hanno ostruito questo flusso vitale. 

 

Quando si pensa all'atto respiratorio ci immaginiamo i polmoni in azione, in realtà questi organi sono totalmente passivi. L'atto respiratorio è infatti sostenuto e determinato da: il diaframma, i muscoli intercostali, i muscoli toracici e i muscoli addominali. Perciò lo yoga ci insegna a modificare la nostra postura e flessibilizzare la nostra muscolatura, proprio con l'aiuto del respiro, che ci porta a sciogliere sia blocchi fisici che emotivi.

 

Con lo yoga andiamo ad esercitare questa sorta di controllo, di disciplina del respiro, donando salute e imparando a gestire meglio le proprie emozioni. 

Respirazione yogica completa

La respirazione avviene per mezzo dei muscoli del torace, in particolare quelli intercostali e attraverso il movimento del diaframma. Quando la respirazione avviene prevalentemente attraverso il diaframma, si definisce respirazione "addominale", anche se l'aria rimane circoscritta ai polmoni si ha l'impressione che riempia l'addome poiché gli organi interni spinti dal diaframma espandono l'addome. Il movimento del diaframma indica che si stanno utilizzando i lobi inferiori dei polmoni. L'uso corretto del diaframma genera un'equilibrata espansione degli alveoli, migliora il drenaggio linfatico delle aree basali dei polmoni, massaggia il fegato, lo stomaco, l'intestino e gli altri organi che si trovano subito al di sotto, esercita un effetto positivo sulle funzioni cardiache e sulla circolazione nelle coronarie, migliora l'ossigenazione del sangue e la circolazione. 

 

Quando invece la respirazione avviene attraverso i muscoli intercostali e del tronco superiore (intercostali esterni, intercostali interni, obliqui interni ed esterni, diaframma, retto addominale e traverso addominale), si definisce respirazione "toracica", avendo una espansione ed un successivo abbassamento della gabbia toracica. La respirazione toracica utilizza i lobi mediani dei polmoni espandendo e contraendo la gabbia toracica. Essa necessita di più energia rispetto alla respirazione addominale a fronte del medesimo scambio d'aria. E' spesso associata all'esercizio fisico in quanto aiuta il corpo ad assumere più ossigeno. Tuttavia in molte persone la tendenza è di continuare questo tipo di respirazione ancora per molto tempo dopo, creando una cattiva abitudine respiratoria e tensione continua. 

 

Un'ulteriore tipo di respirazione definito "clavicolare" si ha quando i muscoli più alti del torace (sternocleidomastoideo e scaleni) favoriscono un apporto di aria in più nei polmoni. Durante questa respirazione avviene l'elevazione verso l'alto delle clavicole, espandendo la sommità della cassa toracica. La respirazione clavicolare è lo stadio finale dell'espansione totale della gabbia toracica e ha luogo dopo il completamento dell'inspirazione toracica, in questo modo vengono ventilati i lobi superiori dei polmoni. Nella vita quotidiana la respirazione clavicolare è utilizzata soltanto in condizioni di estremo sforzo fisico e quando si soffre di disturbi che tendono a ostruire le vie respiratorie come l'asma.

 

La respirazione yogica completa unisce tutte e tre queste fasi respiratorie ed è utilizzata per portare al massimo sia l'inspirazione sia l'espirazione. Per imparare la respirazione yogica completa è necessario portare sotto il nostro controllo questi muscoli. All'inizio quindi è meglio uno studio separato delle tre respirazioni, addominale, toracica e clavicolare. Nella respirazione yogica completa infatti, questi tre movimenti dell'apparato respiratorio, sono combinati in un unico armonioso movimento. Quando la respirazione avviene in questo modo tutto l'organismo riceve una maggiore quantità di ossigeno e lo stato di salute fisica e mentale migliora notevolmente.   

 

E' buona norma praticare la respirazione yogica completa prima di avvicinarsi al vero e proprio pranayama, per sviluppare consapevolezza del proprio apparato respiratorio e quindi dei muscoli che sono coinvolti nella respirazione, al fine di favorire una respirazione corretta. Tuttavia va ricordato che la respirazione yogica completa è una tecnica che deve rimanere rilegata nella normale pratica yoga e non diventare una respirazione continua, poiché potrebbe causare iperventilazione e quindi disturbare il sistema nervoso. 

 

FONTE

"Asana Pranayama Mudra Bandha" di Swami Satyananda Saraswati (Edizioni Satyananda Ashram Italia)

Prana

Il più antico e dettagliato concetto di energia vitale, proviene dall'antica India, e porta il nome di "prana". Prana è un termine sanscrito che è formato dalla radice "pra", che significa unità fondamentale e "na", che significa energia. 

prana

Pranayama

Di solito il pranayama viene definito come controllo del respiro. Benché questa interpretazione possa apparire corretta dal punto di vista delle pratiche utilizzate, essa non rende appieno il significato del termine. 


Swara yoga

Swara Yoga è una scienza dei ritmi corporei pranici. Tradizionalmente una scienza insegnata solo attraverso la trasmissione diretta da guru a discepolo. Si basa sul testo tantrico Shiva Swarodaya, definito "astrologia fonetica", il "suono del respiro".