Che cos'è lo yoga


Posizioni

Saluto al Sole (Surya Namaskara)

Il saluto al sole è una sequenza precisa di asana. Il nome sanscrito "surya" si riferisce al sole e "namaskara" significa saluto. La pratica del saluto al sole è probabilmente legata ai riti vedici in omaggio al sole e solo molto più tardi diventerà parte integrante dello yoga. Il sole simbolizza la coscienza spirituale e, anticamente, era adorato quotidianamente. Nella Surya Upanishad si afferma che chi adora il sole come simbolo di Brahman, acquisisce potere, forza, intelligenza e lunga vita. Il sole è simboleggiato da quattro braccia, brillante come l'oro seduto su un fiore di loto rosso, alla guida di un cocchio trainato da quattro cavalli. Il sole muove la ruota del tempo e da lui emergono i cinque elementi: terra, acqua, fuoco, aria e etere.

 

Nello yoga il sole è rappresentato da pingala o surya nadi, il canale pranico che trasporta la forza vitale che sostiene la vita. Il saluto al sole ha un effetto rivitalizzante diretto sull'energia solare del corpo che fluisce attraverso pingala nadi. La pratica regolare del saluto al sole regola pingala nadi, sia essa ipo o iper-attiva. La regolazione di pingala nadi porta ad un sistema energetico equilibrato a livello sia mentale sia fisico.

 

Il saluto al sole è composto di tre elementi: forma, energia e ritmo. Questo gruppo dinamico di asana è un modo efficace per sciogliere, allungare, massaggiare e tonificare tutte le articolazioni, i muscoli e gli organi interni del corpo. Queste asana generano prana, l'energia sottile che attiva il corpo psichico. La loro esecuzione, in una sequenza stabile e ritmica, riflette i ritmi dell'universo. La sua versatilità ed applicabilità lo rendono uno dei metodi più utili per indurre una vita sana, vigorosa e attiva mentre, allo stesso tempo, prepara per il risveglio spirituale e la conseguente espansione della consapevolezza.

 

Oggi vengono praticati diversi tipi di saluto al sole, ma i più diffusi sono quello reso noto da Swami Satyananda Saraswati, probabilmente il più vicino alla tradizione, e quello diffuso da K.Pattabhi Jois.      

saluto al sole

Il primo sviluppa la sua pratica intorno a dodici asana, che rappresentano: le ventiquattro ore del giorno, le dodici fasi annuali dello zodiaco e i bioritmi del corpo.

 

Il secondo è in realtà di due tipi, il saluto al sole "A" e il saluto al sole "B", a loro volta inseriti nella sequenza di apertura dell'Ashtanga Yoga. Qui la sequenza del saluto al sole è molto più dinamica e subisce delle differenze significative anche nelle posizioni eseguite.   

saluto al sole A
saluto al sole B

Il saluto al sole è un sadhana (pratica spirituale) completo in se stesso poiché include asanapranayamabandhamantra e tecniche meditative. L'applicazione di questa forma e questo ritmo al complesso corpo/mente genera la forza trasformatrice che produce una vita più piena e più dinamica.

Le origini del Saluto al Sole

Nelle scritture religiose indù, Surya è identificato come la forma visibile di Dio, che chiunque può vedere ogni giorno. Inoltre gli Shivaiti e i Vaishnaviti spesso vedono in Surya rispettivamente, un aspetto di Shiva o di Vishnu. I Vaishnaviti chiamano il sole Surya Narayana e nella teologia Shivaita, Surya è una delle otto forme di Shiva, chiamato Astamurti (dall'ottuplice forma). Surya è il principale tra i Navgraha, i nove pianeti, che ruotano attorno a lui e, nella concezione vedica, è il Dio della luce, letteralmente la fonte di tutte le forme di vita. 

 

Anche Surya, come ogni altra divinità del pantheon indù ha una sua precisa rappresentazione, per rimanere in quell'aspetto così particolare della spiritualità indù che è la personificazione. Infatti l'Induismo personifica praticamente ogni aspetto della vita, associandolo ad una divinità, ad una caratteristica del divino che viene quindi adorato in base alle qualità che manifesta nella personificazione in questione. Per cui il vento non è semplicemente aria che si sposta ma è Vayu, il fuoco è Agni, l'oceano è Varuna, l'etere è Akash e così via per tutti i cinque elementi (Pancha Maha Bhuti) e per ogni altra caratteristica della manifestazione divina.

 

Il sole, Surya, è descritto con capelli d'oro, le braccia d'oro e anche la sua lingua è d'oro. I suoi tre occhi sono orbite dorate attraverso cui egli guarda il mondo e che gli conferiscono l'appellativo di Loka-chakshu, l'occhio del mondo. Egli attraversa il cielo su un carro dorato guidato da sette cavalli bianchi che simboleggiano i giorni della settimana. Il suo cocchiere è Aruna, un personaggio singolare detto il rosso, dal colore del suo corpo traslucido e lucente che perde forma al di sotto della vita. Quando l'alba si affaccia nei cieli, personificata da una splendida donna chiamata Ushas, Surya comincia ad inseguirla e la sua luce splende attraverso il corpo traslucido di Aruna, ed ecco perché al mattino presto possiamo osservare Rohita, il sole rosso.

 

Considerando l'origine antica del culto al dio Surya in India, sarebbe alquanto ingenuo pensare al Saluto al Sole come un'invenzione dello yoga moderno. Nell'antica India il Surya Namaskara era inteso come puja ("atto di devozione"), per propiziarsi la benevolenza della divinità. Sin dai tempi vedici si poteva assistere a questo tipo di pratiche, e sebbene siano scarse le fonti scritte originali in merito, la tradizione orale e degli studiosi vedici ci riportano di numerose pratiche direttamente riconducibili all'adorazione della divinità solare. Una delle forme più antiche di prostrazione al sole di origine vedica era Trucha Kapla Namaskara, una pratica compresa in Nitya Vidhi, la routine spirituale di un indù. Un'altra ancora era denominata Aditya Prasna. Entrambe prevedevano l'uso del corpo come mezzo di adorazione. Si praticavano all'alba, all'aria aperta, stando in piedi sulla terra rivolti al sole nascente ed offrendo acqua in abluzione.

 

Nei testi puranici, successivi ai Veda, troviamo cenni riguardo a tali pratiche, primo fra tutti il Ramayana, dove si legge che il saggio Agastya consiglia al principe Rama di adorare Surya prima di andare in battaglia contro il demone Ravana, recitando l'Aditya Hridayam che distrugge i nemici, dona vittoria, rimuove tutti i peccati ed i dispiaceri, e dona luce al mondo. 

 

Anche nella cerimonia Buddhista del "Kalachakra" è possibile vedere, ancora oggi, i pellegrini durante il loro cammino eseguire quello che a tutti gli effetti sembra il Saluto al Sole.

 

Sin da tempi immemori gli uomini hanno adorato il sole per assicurarsi la benevolenza di Dio. In India milioni di persone iniziano la loro giornata adorando il sole con gesti, offerte, abluzioni ed il canto di mantra. Rimanendo nei cuori dei devoti intoccato ed insostituibile, Surya, il Dio sole, continua a splendere sulle vite di milioni di persone in ogni dove, e a dispensare le sue benedizioni di prosperità, fama, successo e buona salute.

 

FONTI

"Asana Pranayama Mudra Bandha" di Swami Satyananda Saraswati (Edizioni Satyananda Ashram Italia)

"ASHTANGA YOGA the practice manual" di David Swenson (Ashtanga Yoga Productions)