Che cos'è lo yoga


Mandala e Yantra

VASTU SHASTRA

Il cosmogramma dell'architettura

La Vastu Shastra, nota anche come Vastu Veda e Vastuvidya, ossia "scienza della costruzione", "architettura" è probabilmente l'architettura olistica più antica del mondo e proviene dalla cultura dell'antica India. Si tratta di una scienza basata sulla influenza della natura sulle abitazioni, applicata in special modo per la costruzione dei templi, ma anche fortezze, città, giardini, strade, opere idrauliche, negozi e semplici abitazioni. La maggior parte della Vastu Shastra descrive le regole di costruzione e architettura, ma include anche regole sull'astrologia e i rituali consigliati per gli edifici.

 

Nell'architettura indiana, l'abitazione è di per sé un santuario. La casa è chiamata Manushyalaya, letteralmente "Tempio dell'uomo", non è quindi solo un rifugio per gli esseri umani, in cui riposare e mangiare. Il concetto per la costruzione della casa è lo stesso che per la costruzione del tempio, tutte e due gli spazi sono sacri e spirituali. Qui entra in gioco il Vastu Purusha Mandala


Il Vastu Purusha Mandala è una parte indispensabile di Vastu Shastra e costituisce il progetto matematico, e il piano metafisico di un edificio. Purusha si riferisce all'energia, anima o principio universale. Mandala è il nome generico per qualsiasi piano o grafico che rappresenta simbolicamente il cosmo. In Vastu Purusha Mandala, le aree sono associate alle rispettive divinità. A seconda del numero di quadrati utilizzati, abbiamo una varietà di modelli, tutti con la stessa struttura di base. Questa è anche la struttura di base, Bhupura, di tutti i mandala e yantra induisti utilizzati anche nello yoga.

 

Il Vastu afferma che nello spazio abitato ritroviamo tutte le energie dell'universo, sia positive che negative e che lo spazio abitato non è altro che la manifestazione esteriore e visibile di chi siamo noi interiormente. Il Vastu si applica anche nel caso in cui già vivessimo in una casa. Esso propone vari sistemi di correzione dello spazio abitato, tra i quali apportare dei cambiamenti strutturali alla casa, cambiare la funzione delle stanze, spostare i mobili, utilizzare dei colori appropriati, utilizzare degli specchi e degli yantra carichi di energia benefica. Il Vastu è stato definito lo "yoga della casa" perché la sua applicazione permette di ottenere degli ambienti abitativi armoniosi che irradiano benessere e favoriscono l'equilibrio, la serenità e il successo.

 

Una delle costruzioni che più di tutte riproduce i concetti del Vastu Shastra è Angkor Wat, patrimonio mondiale dell'umanità e uno dei più grandi templi indù al mondo. 

Angkor Wat

Angkor Wat (in lingua khmer "Tempio della città") è all'interno del sito archeologico di Angkor, in Cambogia, nei pressi della città di Siem Reap. Fu fatto costruire dal re Suryavarman II (1113 - 1150). Il re ordinò che la costruzione del gigantesco edificio, il più vaso sito religioso al mondo, partisse contemporaneamente dai 4 lati, cosicché l'opera fu completata in meno di 40 anni. Nel XIV o XV secolo il tempio fu convertito al Buddhismo, e tale è rimasto fino ai nostri giorni. 

 

Angkor Wat riassume due principali caratteristiche dell'architettura cambogiana e indù: il tempio-montagna che si erge all'interno di un fossato e che simboleggia il Sacro Monte Meru, consacrato a Vishnu, e i successivi templi a galleria. Nella parte più esterna, in direzione di ogni punto cardinale, ci sono delle entrate (gopura); la più grande è quella a ovest con tre torri. Questo gopura richiama perfettamente la forma del tempio. Sotto la torre meridionale c'è una statua di Vishnu, che probabilmente occupava in precedenza il sacrario centrale del tempio. Tra le torri corrono delle gallerie che arrivano fino alle due entrate ai lati del gopura, dette anche "porte degli elefanti", perché sono abbastanza grandi da permettere il loro passaggio. Queste gallerie hanno dei pilastri quadrati nella parte esterna (ovest) e sono chiuse da pareti nella parte interna (est). Il soffitto tra i pilastri è decorato con fiori di loto; la parte ovest del muro con figure danzanti e la parete a est con finestre balaustre, con figure maschili danzanti e animali rampanti, con devata. Un viale rialzato di 350 metri unisce il gopura occidentale al tempio vero e proprio, con dei naga a balaustra e sei gruppi di scalini che su ambedue i lati conducono verso la città.      

Il tempio si eleva su di un terrazzino rialzato sopra il livello della città. E' composto essenzialmente da tre gallerie che si alzano verso la torre centrale; ogni livello è più alto di quello precedente. Ogni galleria ha un gopura a ogni punto cardinale, e le due gallerie interne hanno delle torri agli angoli. La galleria più esterna è aperta verso l'esterno del tempio, con delle semi-gallerie con colonne che si allungano e che rinforzano la struttura. I muri interni contengono una estesa serie di bassorilievi con scene in grande scala del Ramayana e del Mahabharata. Partendo dall'angolo a nord-ovest in senso antiorario, la galleria più occidentale mostra la battaglia di Lanka (tratta dal Ramayana, dove Rama sconfigge Ravana) e la battaglia di Kurukshetra (tratto dal Mahabharata, che mostra l'annientamento reciproco dei clan Kaurava e Pandava). Seguono poi delle scene storiche nella galleria più meridionale, una processione di Suryavarman II, e poi i 32 inferni e i 37 paradisi della mitologia indù.

 

Nella galleria a est c'è la rappresentazione della grande creazione del mare di latte, e mostra 91 asure e 88 deva che usano il serpente Vasuki per far ribollire il mare sotto la direzione di Vishnu.

 

La galleria a nord mostra la vittoria di Krishna su Banasura e una battaglia tra gli dei induisti e gli asura.

 

Come connessione tra la galleria più esterna e il secondo cortile c'è un chiostro a forma di croce, chiamato oggi Preah Poan (il "Salone dei mille Buddha"). Per secoli immagini di Buddha sono state depositate nel chiostro dai pellegrini, sebbene oggi la maggior parte siano state rimosse. A nord e a sud del chiostro ci sono le biblioteche. 

Più oltre, le gallerie più interne immediatamente seguenti sono connesse tra di loro e alle due biblioteche che le fiancheggiano da un altro terrazzamento a croce, anche questo aggiunto in seguito. Salendo dal secondo livello in poi, sulle pareti abbondano i devata, singolarmente o in gruppi di quattro. Tre gruppi di scalini su ciascun lato conducono in alto verso le torri angolari e gopure della galleria più interna. La galleria più interna, detta Bakan, è un quadrato di 60 metri di lato con gallerie che connettono i gopura con il sacrario centrale e gli altri sacrari secondari situati sotto le torri angolari. Le coperture delle gallerie sono decorate con corpi di serpente che terminano in teste di leone o di garuda. Dei frontoni scolpiti decorano gli ingressi delle gallerie e dei sacrari. La torre sopra il sacrario centrale si eleva per 43 metri a un'altezza di 65 metri dal piano del terreno. Il sacrario in origine occupato da una statua di Vishnu e aperto su ogni lato, fu racchiuso da mura quando il tempio fu convertito al Buddhismo, con dei Buddha in piedi raffigurati sulle nuove pareti.


Oggi, Angkor Wat, patrimonio mondiale dell'umanità, e una delle maggiori destinazioni turistiche.

Pranapratishta

Pranapratishta si riferisce al rito o cerimonia con la quale un murti (immagine di un dio) è consacrato in un tempio indù, in cui inni e mantra vengono recitati per invitare la divinità a risiedere nel luogo consacrato. Il rituale è considerato come un dare "vita" al tempio stesso. La parola sanscrita pratishta, che nell'uso generale significa "riposo" o "posizione", utilizzato in connessione con una murti è tradotto come "la consacrazione di un idolo o un'immagine". Il corrispondente aggettivo pratishta significa "installato" o "consacrato". Prana significa "forza vitale, soffio", quindi prana pratishta acquisisce il significato di "portare la vita". Pranapratishta è indicato anche come murti sthapana (posizionamento delle immagini all'interno del tempio). 

 

Il rituale in genere comporta la Puja (il rituale di adorazione di una divinità), cantando mantra, invitando la divinità a risiedere nel tempio; il bagno e la pulizia della divinità, i cui piedi vengono lavati come ad un ospite riverito di ritorno da un lungo viaggio; quindi la sua rappresentazione viene posta con il viso rivolto ad est (alba), seguita da Nyasa (atto di istallare le divinità in corrispondenza di diverse parti del corpo), spruzzo di acqua profumata e fiori.

 

Il pranapratishta è un rituale che ritroviamo anche per l'utilizzo degli yantra. Di fatti prima di utilizzare ogni yantra o un qualsiasi oggetto adatto alla pugia, deve essere "dato alla vita" con il rito pranapratishta. Una descrizione di questo rito la possiamo ritrovare nel Nityotsava, che riporta il processo del pranapratishta in un Sri Yantra. Questo processo, per inciso, vale anche per l'iniziazione di un candidato in Sri Vidya (scuola di tantra induista), in questo rito avviene l'istallazione dei tattva nello yantra.

 

FONTE
www.wikipedia.org
www.shivashakti.com