Che cos'è lo yoga


Mandala e Yantra

CHAKRA: il mandala del corpo

I chakra, termine traducibile come "ruota", "cerchio" o "disco", sono dei veri e propri mandala del corpo. Variamente descritti e anche raffigurati con molti particolari, i chakra hanno una valenza simbolica precisa in relazione alla dottrina. Il numero di chakra, il nome e la sua rappresentazione, possono quindi variare a seconda della tradizione a cui si appartiene. I testi più antichi (500-700 d.C.), ci parlano di 5 chakra principali, ma in altri più recenti, si può arrivare anche a 11.    

 

Il sistema dei chakra attualmente più diffuso, ha come testo di riferimento il Satchakranirupana, "Descrizione dei 6 chakra", del 1577, di Swami Purananda. Nel trattato sono presenti i sette chakra principali, e di ognuno di questi riportati la collocazione nel corpo; gli yantra, i bijamantra e le divinità associati; i rapporti e le corrispondenze con gli elementi del cosmo. 

 

Nel Kundalini Yoga, i chakra sono interpretati come tappe del percorso ascensionale che Kundalini attraversa nel corpo dell'adepto una volta ridestata grazie a pratiche e riti opportuni. Secondo la visione tantrica shivaita, di cui il Kundalini Yoga fa parte, nell'emanare il mondo, Paramashiva, la Realtà Assoluta, si è espanso generando quella pluralità che si chiama mondo, nella sua accezione più vasta. Perché ciò fosse possibile Egli si è autolimitato, dando così luogo al tempo, allo spazio, alla materia, al dualismo, alla causalità e al ciclo delle rinascite. Queste autolimitazioni sono rese possibili grazie al shakti, la Sua stessa energia, di cui Kundalini non è altro che un aspetto, appunto quello presente nel corpo umano. Kundalini che ascende dal primo all'ultimo chakra segue quindi, al livello del microcosmo umano, il percorso inverso a quello di emanazione cosmica. Rappresenta la potenza di Paramashiva che ricongiungendosi in Shiva medesimo, consente di liberarsi delle limitazioni che hanno consentito ciò che è manifesto, il mondo, trasmigrazione compresa.

 

Il simbolo prevalente è quello del fiore di loto. Il loto simboleggia i tre stadi attraverso cui l'aspirante deve passare nel corso della sua vita spirituale: ignoranza, aspirazione e illuminazione. Rappresenta la crescita dallo stato più basso di consapevolezza allo stato più elevato della coscienza. Il numero dei petali e il relativo colore varia a seconda del chakra. Su ogni petalo è riportato un grafema dell'alfabeto sanscrito, la "lingua perfetta", perché ogni cosa nel mondo ha un suono e quindi un nome. All'interno del fiore è generalmente riportato uno yantra, ossia un diagramma simbolico che è in relazione con un elemento costitutivo del cosmo (tattva). Troviamo inoltre un bija-mantra (mantra-seme) scritto in caratteri devanagari, anch'esso in relazione col tattva, il suo suono generatore; e una divinità che lo presiede, insieme con il corrispondente vasana, o veicolo, sotto forma d'animale. Sono spesso altresì raffigurate altre divinità, deputate a presiedere quel determinato chakra. Completano la rappresentazione iconografica lo yoni, rappresentato con un triangolo con la punta verso il basso, e il linga, simboli di Shakti e Shiva rispettivamente, i due poli del divino: il trascendente e l'immanente, la luce e il suo riflesso, l'essere e il divenire, il maschile e il femminile.

Muladharachakra

Situato alla base della colonna vertebrale, tra l'ano e gli organi genitali esterni nella zona del plesso coccigeo. La parola mul significa "radice" e adhara significa "luogo". Perciò è conosciuto come il centro radice. Muladhara chakra è rappresentato da un loto rosso cupo con quattro petali riportanti i fonemi dell'alfabeto sanscrito in scrittura devanagari  ("v", "ś", "ṣ", "s"). Nel centro vi è un quadrato giallo, lo yantra di prithivi tattwa, l'elemento grossolano Terra (prithivi), di conseguenza è in relazione con l'elemento sottile Odore (gandha). 

 

Nel centro del quadrato vi è un triangolo rosso, il simbolo di shakti o energia creativa, col vertice rivolto verso il basso. Dentro il triangolo vi è swayambhu linga color fumo, che simboleggia il corpo astrale. Un serpente rosso, che rappresenta la Kundalini dormiente, è avvolto in tre spire e mezzo intorno al linga che con la propria bocca ostruisce l'apertura sommitale del linga, la "porta di Brahman", e quindi l'accesso alla sushumna, la via principale di risalita di Kundalini. Il triangolo rosso è sostenuto da un elefante con sette proboscidi che simboleggia la stabilità e la solidità della terra. Il bija mantra associato è Lam (लं), la divinità Brahma.

Svadhisthanachakra

Lo svadhisthana è situato alla base dell'organo genitale, nella zona corrispondente al plesso sacrale. Il significato letterale della parola swadhisthana è "la propria dimora". Questo chakra è simboleggiato da un loto color cremisi con sei petali riportanti i fonemi , , , , , ल  ("b", "bh", "m", "y", "r", "l").

 

Al interno vi è una luna bianca crescente, lo yantra di apas tattwa, l'elemento grosso Acqua e con l'elemento sottile Sapore (rasa). Il bija mantra è Vam (वं). Il bija mantra è sul dorso di un coccodrillo, simboleggiando il movimento sotterraneo dei karma. La divinità che lo presiede è Vishnu. 

Manipurachakra

Si trova nella regione del plesso epigastrico, all'altezza dell'ombelico. La parola mani significa "gemma" e pura significa "città", perciò manipura significa "città delle gemme". E' così chiamato poiché, essendo il centro del fuoco, è luminoso come un gioiello e raggiante di vitalità ed energia. Questo chakra è rappresentato come un loto giallo luminoso con dieci petali, associati ai fonemi , , , , , , , , ,  ("ḍ", "ḍh", "ṇ", "t", "th", "d", "dh", "n", "p", "ph"). 

 

Dentro il loto vi è un triangolo rosso fiammeggiante, lo yantra di agni tattwa, l'elemento grosso Fuoco e l'elemento sottile Forma (rupa). Il bija mantra è Ram (रं), la divinità è Rudra. L'animale che serve da veicolo per manipura è un ariete, il simbolo della capacità di farsi valere e dell'energia. 

Anahatachakra

Questo chakra è situato nella regione del plesso cardiaco. La parola anahata letteralmente significa "non colpito". Questo chakra è simboleggiato da un loto blu con dodici petali con i fonemi , , , ,, , , , , , , ("k", "kh", "g", "gh", "ṅ", "c", "ch", "j", "jh", "ñ", "ṭ", "ṭh").

 

Nel centro del loto vi è un esagono formato da due triangoli intersecati. Questo è lo yantra di vayu tattwa, l'elemento grosso Aria e l'elemento sottile Contatto (sparsa). Il bija mantra è Yam (यं), la divinità è Ishvara e il veicolo è una veloce antilope nera, simbolo della prontezza e della compassione. 

Vishuddhachakra

Il chakra è situato al livello del plesso laringeo. La parola shuddhi significa "purificazione" e il prefisso vi rinforza questa qualità. E' simboleggiato da un loto viola con sedici petali con i fonemi che sono le vocali , , , ,, ,, , , , , , , più il visarga अः e l'anusvara अं ("a", "ā", "i", "ī", "u", "ū", "ṛ", "ṝ", "ḷ", "ḹ", "e", "ai", "o", "au", "ḥ", "ṃ").

 

Nel centro del loto vi è un cerchio bianco, lo yantra di akasha tattwa, associato all'elemento grosso Etere e l'elemento sottile Suono (sabda). Il bija mantra è Ham (हं); Shiva è la divinità, nel suo aspetto Sadashiva, Shiva l'eterno; l'animale associato è un elefante bianco. 

Ajnachakra

Il sesto chakra è collocato fra le due sopracciglia, nel plesso cavernoso. Questo centro è anche conosciuto con altri nomi come: il terzo occhio, gyana chakshu, l'occhio della saggezza, triveni, la confluenza dei tre fiumi, guru chakra e l'Occhio di Shiva. La parola agya significa "comando". Agya chakra è rappresentato come un loto d'argento con due petali che recano iscritti i fonemi  e क्ष ("h" e "kṣ"). I due petali rappresentano il sole e la luna (pingala e ida). Questi due flussi pranici, che sono responsabili dell'esperienza della dualità, si uniscono in questo centro con sushumna.

 

Nel centro del loto vi è il sacro bija mantra Om (). L'elemento di questo chakra è manas, la mente. E' il centro in cui si sviluppano la saggezza e l'intuizione. Quando agya è risvegliato, la mente diventa stabile e forte e si raggiunge il completo controllo del prana. Non è associato ad alcun elemento, essendo in numero di cinque sia gli elementi grossi sia quelli sottili. La divinità che lo presiede è ancora Shiva nel suo aspetto Paramashiva, Shiva il supremo.

Bindu visarga

Alla sommità posteriore della testa, dove i bramini indù fanno crescere un piccolo ciuffo di capelli, c'è un punto conosciuto come bindu. La parola bindu significa "punto" o "goccia" e visarga significa "versare goccia a goccia". Tale centro psichico è conosciuto anche come soma chakra. Soma è il nettare degli dei ed è anche un altro nome della luna. Bindu visarga è simboleggiato da una sottile luna crescente in una notte scura. E' anche associato alla produzione del seme nel maschio.  

Sahasrara

Posto sopra la testa, esso non è realmente un chakra ma la sede della coscienza superiore. La parola sahasrara significa "mille". Sahasrara è visualizzato come un loto rovesciato, splendente di mille petali, contenente i cinquanta bija mantra dell'alfabeto sanscrito per venti volte. E' in sahasrara che avviene la mistica unione di Shiva e Shakti, la fusione della coscienza con la materia e l'energia, dell'anima individuale con l'anima suprema. 

FONTI

www.wikipedia.org

"Asana Pranayama Mudra Bandha" di Swami Satyananda Saraswati (Edizioni Satyananda Ashram Italia)