Filosofia e spiritualità


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UPANISHAD VEDICHE

Chandogya Upanishad

La Chandogya Upanishad è una delle più antiche e ampie Upanishad vediche. Questo testo è collegato al Samaveda, ovvero al Veda intonato dai sacerdoti cantori delle melodie, gli udgatr, da qui il termine chandoga (cantore in metri), utilizzato come sinonimo di udgatr. La Chandogya Upanishad, non possiede un percorso consequenziale, quanto piuttosto, corrisponde a delle riflessioni sulle pratiche degli udgatr, a cui veniva affidato il canto del Samaveda. In questa Upanishad, troviamo che con il principio assoluto, il brahman, viene identificato anche ogni principio individuale, l'atman.

 

<<"E, dove risiederà la radice del corpo se non nell'acqua? Analogamente se riteniamo il germoglio l'acqua, figlio mio, il calore (tejas) sarà la sua radice. Se consideriamo il calore un germoglio l'essere (sat) sarà la radice. Tutti i viventi hanno le proprie radici nell'essere (sat), si basano sull'essere, si sostengono sull'essere. Ora mio caro ti è stato detto come queste tre divinità pervenute nell'uomo siano divenute triplici. Quando un uomo muore, mio caro, la parola rientra nella mente, la sua mente rientra nel soffio vitale, il soffio vitale rientra nel calore e questi rientra nella suprema divinità. Qualunque sia questa essenza sottile, tutto l'universo è costituito di essa, essa è la realtà di tutto, essa è l'Atman. Quello sei tu (Tat tvam Asi) o Svetaketu!". "Continua il tuo insegnamento o signore!". "Bene, mio caro" gli rispose>>.

 

( Chandogya Upanishad VI, 8, 6-7 )

 

FONTE

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