Che cos'è lo yoga


Concezione del corpo nello yoga

CORPO SOTTILE

corpo yogico
Il corpo yogico

L'individuo possiede una struttura complessa che convive nel corpo fisico: è questo il "corpo yogico". Tale corpo yogico è costituito di canali (nadi) e centri (cakra o padma), e in esso gioca un ruolo determinante una potenza, la kundalini. Lungo uno dei canali principali, la sushumna, quello che verticalmente collega la regione perineale con la sommità del capo, la kundalini, che normalmente si trova allo stato latente alla base del canale stesso, può risalire, con pratiche adeguate, verso l'alto conducendo così alla liberazione.

 

Nadi e chakra, insieme ad altri componenti quali il prana ("respiro" o "energia vitale"), i vayu ("soffi", "venti") e i bindu ("punti"), sono i principali componenti anatomici di quello che nella letteratura contemporanea è noto come "corpo sottile": l'energia vitale vi scorre attraverso i canali sotto forma di soffi, mentre l'energia divina si trova latente nei centri.

CHAKRA

Il Chakra, traducibile come "ruota", "disco", "cerchio", ma nel contesto yogico una traduzione migliore può essere "vortice". I chakra sono vortici d'energia pranica in aree specifiche del corpo che controllano la circolazione del prana che permea l'intera struttura umana. Il testo più antico nel quale è descritto il sistema dei sei chakra, quello attualmente più diffuso, è il Kubjikamata Tantra, testi precedenti menzionano infatti un numero differente di chakra variamente e differentemente collocati nel corpo sottile.

 

Nello Hatha Yoga i chakra sono interpretati come tappe del percorso ascensionale che Kundalini attraversa nel corpo dell'adepto una volta ridestata grazie a pratiche e riti opportuni. Nei testi i chakra sono variamente descritti e anche raffigurati con molti particolari. Ognuno di questi elementi ha una valenza simbolica precisa, con riferimenti sia al processo di emanazione del cosmo, sia a quello di riassorbimento in esso.

 

Il simbolo prevalente per i chakra è quello del fiore di loto. Il loto simboleggia i tre stadi attraverso cui l'aspirante deve passare nel corso della sua vita spirituale: ignoranza, aspirazione e illuminazione. Rappresenta la crescita dallo stato più basso di consapevolezza allo stato più elevato della coscienza.  Il numero dei petali e il relativo colore varia a seconda del chakra. Su ogni petalo è riportato un grafema dell'alfabeto sanscrito, la "lingua perfetta", perché ogni cosa nel mondo ha un suono e quindi un nome. All'interno del fiore è generalmente riportato uno yantra, ossia un diagramma simbolico che è in relazione con un elemento costitutivo del cosmo (tattva). Troviamo inoltre un mantra scritto in caratteri devanagari, anch'esso in relazione col tattva, il suo suono generatore; e una divinità che lo presiede, insieme con il corrispondente vasana, o veicolo, sotto forma d'animale. Sono spesso altresi raffigurate altre divinità, deputate a presiedere quel determinato chakra. Completano la rappresentazione iconografica lo yoni, rappresentato con un triangolo con la punta verso il basso, e il linga, simboli di Shakti e Shiva rispettivamente, i due poli del divino: il trascendente e l'immanente, la luce e il suo riflesso, l'essere e il divenire, il maschile e il femminile.

Muladharachakra

Situato alla base della colonna vertebrale, tra l'ano e gli organi genitali esterni nella zona del plesso coccigeo. La parola mul significa "radice" e adhara significa "luogo". Perciò è conosciuto come il centro radice. Muladhara chakra è rappresentato da un loto rosso cupo con quattro petali riportanti i fonemi dell'alfabeto sanscrito. Nel centro vi è un quadrato giallo, lo yantra di prithivi tattwa, l'elemento grossolano Terra, di conseguenza è in relazione con l'elemento sottile Odore (gandha) e quindi associato al naso (olfatto) come organo di senso (jinanendriya). 

 

Nel centro del quadrato vi è un triangolo rosso, il simbolo di shakti o energia creativa, col vertice rivolto verso il basso. Dentro il triangolo vi è swayambhu linga color fumo, che simboleggia il corpo astrale. Un serpente rosso, che rappresenta la kundalini dormiente, è avvolto in tre spire e mezzo intorno al linga che con la propria bocca ostruisce l'apertura sommitale del linga, la "porta di Brahman", e quindi l'accesso alla sushumna, la via principale di risalita di Kundalini. Il triangolo rosso è sostenuto da un elefante con sette proboscidi che simboleggia la stabilità e la solidità della terra.  E' in relazione con l'elemento sottile Odore (gandha). Il bija mantra associato è Lam, la divinità Brahma e il suo organo di azione (karmendriya) l'ano (escrezione).

Svadhisthanachakra

Lo svadhisthana è situato alla base dell'organo genitale, nella zona corrispondente al plesso sacrale. Il significato letterale della parola swadhisthana è "la propria dimora". Questo chakra è simboleggiato da un loto color cremisi con sei petali riportanti i fonemi , , , , , ल.

 

Al interno vi è una luna bianca crescente, lo yantra di apas tattwa, l'elemento grosso Acqua e con l'elemento sottile Sapore (rasa) quindi con l'organo di senso della lingua (gusto). Il bija mantra Vam. Il bija mantra è sul dorso di un coccodrillo, simboleggiando il movimento sotterraneo dei karma. La divinità che lo presiede è Vishnu e gli organi di azione a cui è associato sono i genitali (riproduzione). 

Manipurachakra

Si trova nella regione del plesso epigastrico, all'altezza dell'ombelico. La parola mani significa "gemma" e pura significa "città", perciò manipura significa "città delle gemme". E' così chiamato poiché, essendo il centro del fuoco, è luminoso come un gioiello e raggiante di vitalità ed energia. Questo chakra è rappresentato come un loto giallo luminoso con dieci petali, associati ai fonemi , , , , , , , , , फ. 

 

Dentro il loto vi è un triangolo rosso fiammeggiante, lo yantra di agni tattwa, l'elemento grosso Fuoco e l'elemento sottile Forma (rupa), quindi associato agli occhi (vista), come organo di senso. Il bija mantra è Ram, la divinità è Rudra. L'animale che serve da veicolo per manipura è un ariete, il simbolo della capacità di farsi valere e dell'energia. I suoi organi di azione sono le gambe (movimento nello spazio).

Anahatachakra

Questo chakra è situato nella regione del plesso cardiaco. La parola anahata letteralmente significa "non colpito". Questo chakra è simboleggiato da un loto blu con dodici petali con i fonemi , , , ,, , , , , , , .

 

Nel centro del loto vi è un esagono formato da due triangoli intersecati. Questo è lo yantra di vayu tattwa, l'elemento grosso Aria e l'elemento sottile Contatto (sparsa), di conseguenza associato all'organo di senso pelle (tatto). Il bija mantra è Yam, la divinità è Ishvara e il veicolo è una veloce antilope nera, simbolo della prontezza e della compassione. Gli organi di azione ad esso associato sono le mani-braccia (scambio).

Vishuddhachakra

Il chakra è situato al livello del plesso laringeo. La parola shuddhi significa "purificazione" e il prefisso vi rinforza questa qualità. E' simboleggiato da un loto viola con sedici petali con i fonemi che sono le vocali , , , ,, ,, , , , , , , più il visarga अः e l'anusvara अं.

 

Nel centro del loto vi è un cerchio bianco, lo yantra di akasha tattwa, l'elemento Etere e con l'elemento sottile Suono (sabda), quindi associato alle orecchie (udito) come organo di senso. Il bija mantra è Ham; Shiva è la divinità, nel suo aspetto Sadashiva, Shiva l'eterno; l'animale associato è un elefante bianco. L'organo di azione è la bocca (comunicazione, assimilazione).

Ajnachakra

Il sesto chakra è collocato fra le due sopracciglia, nel plesso cavernoso. Questo centro è anche conosciuto con altri nomi come: il terzo occhio, gyana chakshu, l'occhio della saggezza, triveni, la confluenza dei tre fiumi, guru chakra e l'Occhio di Shiva.  La parola agya significa "comando". Agya chakra è rappresentato come un loto d'argento con due petali che recano iscritti i fonemi  e क्ष. I due petali rappresentano il sole e la luna (pingala e ida). Questi due flussi pranici, che sono responsabili dell'esperienza della dualità, si uniscono in questo centro con sushumna.

 

Nel centro del loto vi è il sacro bija mantra Om. L'elemento di questo chakra è manas, la mente. E' il centro in cui si sviluppano la saggezza e l'intuizione. Quando agya è risvegliato, la mente diventa stabile e forte e si raggiunge il completo controllo del prana.  Non è associato ad alcun elemento, essendo in numero di cinque sia gli elementi grossi sia quelli sottili. La divinità che lo presiede è ancora Shiva nel suo aspetto Paramashiva, Shiva il supremo.

Bindu visarga

Alla sommità posteriore della testa, dove i bramini indù fanno crescere un piccolo ciuffo di capelli, c'è un punto conosciuto come bindu. La parola bindu significa "punto" o "goccia" e visarga significa "versare goccia a goccia". Tale centro psichico è conosciuto anche come soma chakra. Soma è il nettare degli dei ed è anche un altro nome della luna. Bindu visarga è simboleggiato da una sottile luna crescente in una notte scura. E' anche associato alla produzione del seme nel maschio.  

Sahasrara

Posto sopra la testa, esso non è realmente un chakra ma la sede della coscienza superiore. La parola sahasrara significa "mille". Sahasrara è visualizzato come un loto rovesciato, splendente di mille petali, contenente i cinquanta bija mantra dell'alfabeto sanscrito per venti volte. E' in sahasrara che avviene la mistica unione di Shiva e Shakti, la fusione della coscienza con la materia e l'energia, dell'anima individuale con l'anima suprema. 

Ogni chakra è un interruttore che accende determinate aree del cervello. I chakra sono "centri di coscienza", nuclei di controllo della nostra esistenza sul piano fisico, mentale e spirituale.

Chakra: centri di coscienza

Chakra e sistema endocrino
Chakra e sistema endocrino

I chakra sono "centri di coscienza", nuclei di controllo della nostra esistenza sul piano fisico, mentale e spirituale. Ogni chakra è un nucleo di controllo delle diverse attività biopsicologiche ed è in rapporto con i vari nervi, ghiandole e subghiandole. Gli studi moderni dimostrano oggi che le nostre emozioni e i nostri stati mentali dipendono dalle secrezioni ormonali e viceversa. I primi tre chakra sono connessi ad attività nel mondo fisico, mentre i tre chakra superiori riguardano la nostra percezione mentale del mondo, la nostra vita interiore. Il quarto chakra, essendo al centro, vicino al cuore, agisce da ponte tra corpo e mente. 

 

MULADHARA CHAKRA: E' la sede dell'energia primaria sessuale, emozionale, mentale e spirituale. Quest'energia è unica, ma assume varie qualità e attributi secondo il centro psichico tramite il quale si manifesta. Il chakra come radice del nostro corpo, rappresenta anche il nostro equilibrio fisico ed è associato alla ricerca di sicurezza materiale.

 

SWADHISTANA CHAKRA: situato nella zona dei genitali, ha come riferimento fisico le gonadi (ovaie o testicoli). Per questo motivo è associato alla ricerca del piacere (cibo, bere, sesso), al soddisfacimento dei bisogni primari (nutrizione e riproduzione). Quando swadhisthana è in squilibrio, può manifestarsi come desiderio irrefrenabile o brama per queste cose. Ad un livello più profondo, swadhisthana chakra è la sede dell'inconscio individuale e collettivo; è il deposito di tutti i samskara, impressioni mentali del passato immagazzinate in forma di archetipi. E' il centro degli istinti più primitivi e più profondamente radicati dell'uomo.

 

MANIPURA CHAKRA: situato all'altezza dell'ombelico, ha come riferimento fisico il pancreas e le surrenali. Manipura è il centro dell'autoaffermazione, del dinamismo e del dominio. E' associato all'ambizione, alla volontà e alla capacità di governare. Nell'aspetto negativo questo può essere espresso come dispotismo e nel considerare le cose e le persone semplicemente come strumenti per ottenere potere personale o soddisfare i propri bisogni. Il plesso solare è il centro che principalmente concerne il processo vitale della digestione e del metabolismo del cibo. Governa il funzionamento delle ghiandole gastriche, del pancreas, della cistifellea e così via, che producono e secernono enzimi, acidi e succhi necessari per la digestione e l'assorbimento dei nutrienti. Manipura chakra è il centro psichico che controlla queste attività. Anche le ghiandole surrenali, poste sopra i reni, sono connesse a manipura. Esse secernono adrenalina nel sangue durante le situazioni di emergenza, producendo l'accelerazione di tutti i processi fisiologici, rendendo la mente più acuta e vigile, accelerando il ritmo cardiaco, la respirazione e così via. Il corpo è così preparato per un livello di attività più intenso del normale, comunemente detto reazione di "attacco o fuga".  

 

ANAHATA CHAKRA: situato all'altezza del cuore, ha come riferimento fisico la ghiandola del timo. Questa ghiandola si trova tra lo sterno e il cuore, proprio davanti a quest'ultimo. E' una ghiandola estremamente importante perché permette la nascita e lo sviluppo del sistema immunitario. Si sviluppa in epoca prenatale e mantiene la sua piena funzionalità fino all'adolescenza. Raggiunta questa età (in cui tra l'altro l'individualità anche psicologica si è strutturata), va incontro a una progressiva involuzione, fino a ridursi a una piccola massa di tessuto adiposo. La sua presenza è fondamentale, affinché appaiano nell'organismo gli anticorpi che andranno a popolare tutte le ghiandole linfatiche dell'organismo. Mancando il timo, la capacità immunitaria non si sviluppa e pertanto manca la possibilità organica di distinguere il sé da ciò che è altro da sé, l'aggredito dall'aggressore. Manca la possibilità di equilibrare i contrari, di difendere la propria individualità. Il timo, in questo senso, garantisce l'instaurarsi del mantenimento di un armonioso equilibrio tra interno ed esterno, costituendo così il centro dell'esistenza dell'individuo, la sua possibilità di riconoscersi. Visto la sua collocazione è associato alle relazioni e al bisogno di affetto, infatti oltre alla presenza del cuore e i polmoni è legato al senso del tatto e i suoi organi di azione sono le braccia e le mani.

 

VISHUDDHI CHAKRA: è situato nella gola, governa le corde vocali, la regione della laringe, la tiroide e le paratiroidi. La tiroide nell'uomo, permette di raggiungere un normale livello intellettivo, di sviluppare la coscienza. La carenza di iodio comporta una mancata maturazione sessuale, cioè un blocco dell'attività del secondo chakra. Qui sono accettate le dualità della vita, lasciando che l'individuo fluisca con la vita e lasciando che le cose accadano senza distinguere tra bene e male. Vishuddhi è il chakra della comunicazione e del bisogno di stima e autostima, non ha caso è legato al senso dell'udito e il suo organo d'azione è la bocca. In questo chakra si sviluppano la giusta comprensione e la discriminazione.  

 

AGYA CHAKRA: è situato tra le sopracciglia, ha come riferimento fisico la ghiandola pituitaria (l'ipofisi), vertice del midollo spinale. La pituitaria è una piccola escrescenza a due lobi situata centralmente sulla superficie inferiore del cervello, sotto all'ipotalamo cui è connessa tramite il peduncolo ipofisario. Sino all'età di otto anni, rimane sotto il controllo della ghiandola pineale, ma quando la pineale decade, la pituitaria assume il ruolo primario di ghiandola principale che controlla l'intera rete endocrina. Il comportamento della pituitaria ed i suoi schemi di secrezione, vengono direttamente influenzati dai livelli di attività mentale ed emozionale, modulati nell'ipotalamo. Questo avviene attraverso piccole quantità di neurosecrezioni vitali che fluiscono lungo gli assoni secretori del tuber cinereum dai nuclei dell'ipotalamo verso il lobo posteriore della ghiandola. Perciò la pituitaria riceve dei messaggi neurosecretori dall'ipotalamo che sta sopra ed essa risponde secernendo i vari ormoni prodotti direttamente nel flusso sanguigno. Questi ormoni pituitari vitali, circa venti di numero, sono responsabili dell'integrazione armoniosa di comportamenti emozionali ed istintivi del corpo con le aspirazioni, i desideri e gli ideali consci. Liberati da minuscole concentrazioni di potentissimi neurormoni, chiamati fattori liberanti, viaggiano attraverso il sangue per raggiungere i loro rispettivi organi bersaglio, attivando e controllando tutte le ghiandole del sistema endocrino, comprese la tiroide, le surrenali e le gonadi (testicoli o ovaie). Gli ormoni pituitari vengono così coinvolti in ogni aspetto della vita nel corpo fisico. E' per questo che tanta enfasi viene messa nella psicofisiologia di questa ghiandola nella scienza dello yoga, situato nella struttura più sottile del corpo pranico che soggiace alla struttura materiale grossolana. Considerato come l'integratore delle sfere di attività mentali (interne) e fisiche (esterne), nelle quali tutti noi operiamo simultaneamente, agya chakra viene anche denominato "il centro del comando" o "guru chakra". In sanscrito agya significa "comando" e il nome è il più adatto poiché, da questa ghiandola, emergono i flussi ormonali vitali che favoriscono le azioni e le risposte fisiologiche necessarie per regolare ogni aspetto della vita quotidiana, allo stesso modo in cui gli ordini e le istruzioni vitali provenienti dalla torre di controllo, governano tutti i movimenti aerei in un aeroporto. E' il chakra della saggezza e intuizione detto anche "terzo occhio". E' il punto di incontro tra la dimensione mentale e psichica, sede dell'intelligenza, della memoria e della concentrazione.

 

SAHASRARA: è situato alla sommità del capo, ha come riferimento fisico la ghiandola pineale. E' considerato la sede della consapevolezza e della coscienza superiore. Attraverso di esso si entra in comunione tra microcosmo e macrocosmo, dove materia ed energia si fondono nella pura coscienza.

 

Le asana sono principalmente un metodo per controllare e modificare l'espressione delle tendenze mentali. Gli esercizi yoga agiscono direttamente, tramite un massaggio mirato, sui diversi plessi e ghiandole, influenzando la secrezione ormonale, che a sua volta ha un effetto sulla psiche e sulle espressioni caratteriali della persona. Attraverso le posizioni yogiche si possono controllare la vergogna, l'invidia, la rabbia, ecc., tendenze mentali che limitano le capacità espressive umane. 

KUNDALINI

Il nome Kundalini deriverebbe da kundali, generalmente tradotto con "ricurva", o anche con "attorcigliata", quindi dallo stato in cui normalmente si trova questa energia; "dormiente", "addormentata", "quiescente", "inattiva", "sopita", "inconscia": sono questi i termini che generalmente si trovano in letteratura per riferirsi ad essa. Il termine è adoperato originariamente in alcuni testi delle tradizioni religiose dello shivaismo kashmiro per indicare quell'aspetto della Shakti presente nel corpo umano, l'energia divina che si ritiene risiedere in forma quiescente in ogni individuo. Sebbene la nozione di un corrispettivo dell'energia divina nel corpo umano e delle pratiche relative per gestirla si trovi già espressa e discussa in alcuni testi del corpus dei Bhairava tantra, quali a esempio il Netra Tantra, il Kubjikamata Tantra e il Vijnanabhairava Tantra, sembra che la prima menzione del termine compaia nel Tantrasadbhava, altro testo del medesimo corpus, risalente all'VIII secolo circa.

 

<<Questa potenza è chiamata suprema, sottile, trascende ogni norma di comportamento. Avvolta intorno al punto luminoso del cuore, all'interno giace nel sonno, o Beata, in forma di serpente addormentato e non ha coscienza di nulla, o Uma. Questa Dea, dopo aver immesso nel grembo i quattordici mondi insieme con la luna il sole i pianeti, cade in uno stato di obnubilamento come di chi è offuscato dal veleno. E' risvegliata dalla suprema risonanza naturale di conoscenza, è scossa, o Eccellente, da bindu che sta nel suo grembo. Si produce infatti uno scuotimento nel corpo della Potenza con un impetuoso moto a spirale. Dalla penetrazione nascono per prima i punti splendenti di energia. Una volta levata Essa è la Forza sottile, Kundalini>>.

 

( Tantrasadbhava )

 

Il riferimento al serpente come immagine simbolica della kundalini rende bene l'idea di qualcosa che normalmente è in stato di riposo, arrotolato su sé stesso come il serpente giace fintanto che non venga stimolato o non si muova in cerca di cibo. Molte sono le tecniche che consentono il risveglio della kundalini a la sua risalita lungo la sushumna. Ne fa una dettagliata esposizione Abhinavagupta nel suo Tantraloka, vasto trattato sul mondo del tantra (X secolo circa). Ecco come il filosofo descrive la risalita dell'energia:

 

<<Quando non emette, la kundalini assume la forma di pura energia quiescente (shaktikundalini). In seguito diventa energia vitale o del soffio (pranakundalini). Anche giunta al punto estremo dell'emissione, essa rimane la kundalini suprema, chiamata brahman supremo, firmamento di Shiva e sede del Sé. I movimenti alterni di emanazione e riassorbimento non sono che l'emissione del Signore>>.

 

In un testo precedente (IX secolo circa), il Vijnanabhairava Tantra ("Conoscenza del Tremendo"), è presentato concisamente un compendio di tecniche yogiche, di uso del controllo della respirazione per il risveglio della kundalini. Come accennato, nelle tradizioni tantriche la liberazione dal ciclo delle rinascite è vista come il "risveglio" di Kundalini seguito dalla relativa ascesa (shat chakra bedhana) nel corpo sottile fino all'ultimo chakra, dove stabilmente deve permanere in unione con Shiva. In questo stadio l'adepto ha definitivamente abbandonato il suo ego individuale (ahmakara) per identificarsi col Soggetto universale (aham).

 

Questo percorso è vissuto dall'adepto come "attivazione", "apertura" dei chakra interessati, che ordinariamente si trovano "inattivi", come "chiusi". Il simbolismo dei fiori di loto illustra bene questo meccanismo: i petali si dischiudono al passaggio di Kundalini e successivamente si richiudono, col risultato però di aver cambiato di stato. Kundalini stessa subisce cambiamenti di stato: in alcuni testi si preferisce distinguere tre aspetti: shaktikundalini ("energia arrotolata"), per indicare Kundalini che risiede inerte nel primo chakra, il muladharachakra; pranakundalini ("energia dei soffi vitali"), per designare Kundalini che circola nel corpo sottile; parakundalini ("energia assoluta"), Kundalini pronta per fondersi con Shiva nell'ultimo chakra (il dvadashanta o il sahasrarachakra, a seconda dei testi).

 

La prassi per il "risveglio" e la "risalita" di Kundalini segue strade differenti a seconda della tradizione e quindi dei testi adottati. Una distinzione è fra i metodi che derivano dalle tradizioni del Kula e quelli molto più tardi che fanno capo a testi quali la Hathayoga Pradipika, la Gheranda Samhita e la Shiva Samhita (scritti all'incirca intorno al XV secolo). Questi ultimi prevedono un impegno continuo basato molto sul lavoro sul corpo fisico e sottile: stiamo parlando dello Hatha Yoga. I testi tantrici precedenti fanno invece riferimento a metodi che sono assimilabili alla mistica, metodi che coinvolgono la spiritualità intrinseca in elementi quali la parola, il pensiero, la consapevolezza, la meditazione.

 

Secondo la visione tantrica nell'emanare il mondo, Paramashiva, la Realtà Assoluta, si è espanso generando quella pluralità che noi chiamiamo mondo, nella sua accezione più vasta. Perché ciò fosse possibile, Egli si è autolimitato, dando così luogo al tempo, allo spazio, alla materia, al dualismo, alla casualità, e di conseguenza, al samsara. Queste autolimitazioni sono rese possibili grazie alla Sua stessa energia, la shakti, di cui Kundalini non è altro che un aspetto, appunto quello presente nel corpo umano. Kundalini che ascende, dal primo all'ultimo chakra, segue quindi, al livello del microcosmo umano, il percorso inverso a quello di emanazione cosmica. E' la potenza di Paramashiva che ricongiungendosi in Shiva medesimo, consente di liberarsi delle limitazioni che hanno consentito ciò che è manifesto, il mondo, trasmigrazione compresa.

NADI

La manipolazione di Kundalini non è possibile se prima non si è provveduto a purificare il sistema dei canali energetici del corpo sottile, le nadi.  Il termine sanscrito "nadi" viene dalla radice "nad", che significa "movimento". E' attraverso queste nadi (suk-shma, passaggi sottili) che si muove o fluisce la forza vitale o corrente pranica. Diversi autori specificano il numero delle nadi differentemente, da 72.000 a 350.000. I nervi e i plessi grossolani hanno relazione intima con quelli sottili. Delle innumerevoli nadi, quattordici sono considerate importanti: sushumna, ida, pingala, gandhari, hastajihva, kuhu, saraswati, pusha, sankhini, payaswini, varuni, alambusha, vishvodhara e yasasvini. Di queste, sushumna, ida e pingala, sono le principali. Queste ultime sono come avvolte attorno alla prima, che invece è dritta, ergendosi dalla zona del perineo fino al cranio, in corrispondenza della colonna vertebrale. La sushumna è la via maestra di risalita di Kundalini. Tutte le nadi sorgono dal kanda, che è nella giunzione dove la sushumna nadi è connessa con il muladhara chakra.

 

Ida e pingala rappresentano le due forze opposte che scorrono in noi. Ida è passiva, introversa e femminile; ed è conosciuta anche come chandra nadi o nadi lunare. Pingala, al contrario, è attiva, estroversa e maschile ed è chiamata surya nadi o nadi solare. A livello fisico, ida e pingala corrispondono ai due aspetti del sistema nervoso autonomo: il simpatico ed il parasimpatico. Pingala coincide con il sistema nervoso simpatico ed ida con quello parasimpatico. I nervi simpatici accelerano il battito cardiaco, dilatano i vasi sanguigni, aumentano il ritmo respiratorio e intensificano l'efficienza di occhi, orecchie e degli altri organi sensoriali. I nervi parasimpatici si oppongono direttamente ai nervi simpatici, perché riducono il battito cardiaco, restringono i vasi sanguigni e rallentano la respirazione, portando all'introversione. Il flusso di ida e pingala è completamente involontario e inconscio finché non è controllato dalle pratiche yogiche.  



FONTI

www.wikipedia.org

"Biopsicologia tantrica"

"Asana Pranayama Mudra Bandha" di Swami Satyananda Saraswati (Edizioni Satyananda Ashram Italia)

"Yoga Nidra" di Swami Satyananda Saraswati (Yoga Publications Trust)

"Kundalini Yoga" di Swami Shivananda (EDIZIONI VIDYANANDA)

"TEORIA E PRATICA DEL PRANAYAMA" di B.K.S. Iyengar (meditterranee)