Che cos'è lo yoga


La parola "yoga", che significa "unione", rimanda per molti a esercizi e posizioni insolite e a volte contorte. Tutto ciò ha sicuramente un posto di rilievo nella pratica dello yoga, che è però, molto di più. Nella letteratura antica, lo yoga viene infatti descritto e definito come una disciplina più mentale che fisica.

 

Sotto questo aspetto, lo yoga è ben lontano dall'essere un insieme di semplici esercizi fisici, costituisce piuttosto, un aiuto per stabilire un nuovo modo di vivere che abbracci sia la realtà interiore sia quella esteriore. Le pratiche yogiche danno benefici a chiunque e ci aiutano a recuperare un'eredità spirituale che rischia di essere dimenticata.

La storia antica dello yoga

Lo yoga è nato e si è sviluppato nel subcontinente indiano, ed è nei suoi antichi scritti che troviamo le prime tracce della sua pratica. Nelle Upanishad del periodo vedico (800 a.C. - 300 a.C.), nel trattato sul Raja Yoga, gli Yoga Sutra di Patanjali (200 a.C), con il primo sistema unificato dello yoga. Trattato che a sua volta, ha come filosofia di riferimento, la scuola di pensiero del Samkhya.

 

Altro importante testo dello yoga, è la Bhagavad Gita (Canto del Beato) 100 a.C., un poema di contenuto religioso di circa 700 versi (sloka), contenuto nel VI parva (libro), del grande poema epico Mahabharata (La grande storia di Bharata), uno dei più grandi poemi epici dell'India. 

 

Non va inoltre dimenticato, il grosso contributo dato allo yoga, dalla nascita del Buddhismo (500 a.C.), per la filosofia, l'etica e le tecniche di meditazione. 

 

Più tardi (300 d.C.), saranno i culti popolari dell'India, in particolare il culto di Shiva e il Tantrismo con il relativo Buddhismo Tantrico, ad influenzare lo yoga. Tutto questo sfocerà nel Vedanta, creando le basi dell'Induismo moderno.


Quanti tipi di yoga

Guardando la storia dello yoga, si evidenziano due percorsi paralleli, che inevitabilmente si intrecciano, ma allo stesso tempo mantengono caratteristiche differenti. Uno di questi è il percorso più ortodosso dello yoga, che ha le sue radici nella cultura dei Veda, dei Brahmana e Aranyaka, e soprattutto delle Upanishad, del Samkya, dello Yoga Sutra e della Bhagavad Gita. L'altro è il percorso legato alle tradizioni del Tantra

 

Nel modello tantrico abbiamo la divinizzazione del corpo, quindi il corpo non è più solo materia, ma diventa strumento per realizzare lo yoga. Nel Tantra prevale l'idea che l'essere umano possa trovare nel proprio corpo l'accesso ai vari piani o mondi (loka) che costituiscono l'universo. La visione del corpo, l'utilizzo dei mantra, dei mudra, e dei mandala e yantra, queste caratteristiche hanno dato vita ai differenti stili yoga come: il Kundalini Yoga, il Mantra Yoga, il Laya Yoga e l'Hatha Yoga, che enfatizzano i diversi aspetti del Tantra.

 

L'altro percorso, quello ortodosso, a cui fanno riferimento il Kriya Yoga, il Raja Yoga, il Karma Yoga, Il Jnana Yoga e il Bhakti Yoga, riflette l'altro modello. In tale modello il viaggio spirituale è concepito come un movimento interiore, in cui ogni stadio è caratterizzato da un crescente aumento della consapevolezza e dell'aspetto più sottile della natura dell'individuo.

 

Oggi, nello yoga moderno, è sempre più difficile trovare queste due distinzioni, ma tutto sembra fondersi in un'unica disciplina, anche se permangono differenze nella pratica. La più importante tra queste, è quella tra forme di yoga principalmente centrate sul corpo, in cui la meditazione viene magari introdotta in uno stadio più avanzato, e forme che insistono sull'aspetto mentale e magari incoraggiano anche una certa pratica fisica. Certo è che l'evoluzione dello yoga è ancora in atto e, ad ogni modo, è bene che chiunque abbia il diritto di scegliere e sperimentare in base alle proprie esigenze, ma cercando anche, di rendersi consapevole di ciò che si sta realmente facendo.

FONTI

www.wikipedia.org

"Il Pensiero Yoga" di Peter Connolly (EDIZIONI RED)

"Asana Pranayama Mudra Bandha" di Swami Satyananda Saraswati (Edizioni Satyananda Ashram Italia)