Benefici dello yoga


La terapia fisica e mentale è un risultato tangibile dello yoga. Lo yoga, inizia ad agire sull'aspetto più esteriore della personalità, il corpo fisico, che è un punto di partenza pratico e familiare. La sua pratica, ha successo in virtù dell'equilibrio creato nel sistema nervoso ed endocrino, che influenzano direttamente tutti gli altri sistemi ed organi del corpo. Difatti, quando uno squilibrio viene sperimentato a questo livello, gli organi, i muscoli e i nervi non funzionano più in armonia. Lo yoga mira a portare le diverse funzioni organiche ad una perfetta coordinazione affinché possano lavorare per il benessere di tutto il corpo. 

 

Dal corpo fisico lo yoga si rivolge al livello mentale ed emozionale. Molte persone soffrono di fobie e nevrosi come conseguenza dello stress e delle interazioni della vita quotidiana. Attraverso le pratiche di yoga si sviluppa la consapevolezza dell'interrelazione tra la dimensione emozionale, mentale e fisica, e di come un disturbo qualsiasi in uno di questi livelli influenzi gli altri.

 

Lo yoga non può fornire una cura per la vita, ma presenta un metodo efficace per affrontarla. Oltre che per i bisogni degli individui, i principi di base dello yoga forniscono uno strumento reale per combattere il malessere sociale. 

Asana (posizioni)

I benefici apportati dalle posizioni yoga sono molteplici. Per i disturbi digestivi e agli organi riproduttivi, la serie di vajrasana è molto benefica, vajra ("fulmine") infatti, è la nadi connessa col sistema genito-urinario. Sono posizioni che si praticano in ginocchio e sono ragionevolmente semplici da eseguire.

 

Le posizioni da eseguire in piedi, hanno come effetto l'allungamento e il rafforzamento dei muscoli della schiena, delle spalle e delle gambe. Migliorano la postura, l'equilibrio, il coordinamento muscolare, aumentano l'ossigenazione e la capacità polmonare. Sono posizioni più impegnative, poiché coinvolgono il nostro corpo a 360°.

 

Parlando in generale, quando eseguiamo una flessione avanti, andiamo a flessibilizzare la schiena e rilassare il sistema nervoso. La flessione avanti, associata con la compressione toracica e l'espirazione, induce rilassamento. Durante una posizione di flessione avanti ogni vertebra viene separata stimolando i nervi, migliorando la circolazione attorno alla colonna vertebrale e nutrendo il midollo spinale. Questo ha un impatto positivo sugli organi in generale e sul cervello in particolare. Queste posizioni sono importanti anche perché rendono forti i muscoli della schiena, comprimono e massaggiano gli organi addominali, inclusi fegato, reni, pancreas, intestino, ed allungano i muscoli e i tendini delle gambe.

 

Le posizioni di estensione indietro invece, sono stimolanti e rendono estroversi, poiché espandono il torace e stimolano l'inspirazione, richiamando forza ed energia. A livello fisico, le posizioni di estensione indietro allungano i muscoli addominali e tonificano e rinforzano i muscoli che controllano la colonna vertebrale, aiutando a prevenire l'ernia al disco e altre patologie della schiena. Recenti ricerche hanno dimostrato che il 90% dei mal di schiena sono originati da uno squilibrio muscolare. Il sangue impuro inoltre, ha la tendenza ad accumularsi nella regione della schiena, dove la circolazione tende ad essere più lenta a causa del mantenimento costante della posizione verticale. Queste asana aiutano a far circolare, purificare e arricchire il sangue in questa regione. Le posizioni di estensione indietro creano una pressione benefica nell'addome e nel bacino, stimolando la tonificazione neuro-circolatoria di tutti gli organi presenti in queste regioni. Esse inoltre massaggiano gli organi addominali e pelvici tramite l'allungamento dei muscoli di tale area, specialmente dei muscoli retti dell'addome. Anche i nervi spinali che emergono dalle vertebre, vengono tonificati con tutti gli altri nervi, organi e muscoli del corpo. La pratica delle posizioni di estensione indietro può correggere i difetti posturali e gli squilibri neuro-muscolari della colonna vertebrale.

 

Quando invece eseguiamo una torsione della colonna vertebrale, andiamo ad esercitare i muscoli, rendere la colonna vertebrale più flessibile e stimolare i nervi spinali. Essa esercita anche una forte influenza sui muscoli addominali, allungandoli e comprimendoli in modo alternato quando il corpo esegue la torsione in una direzione e poi nell'altra. La maggior parte delle posizioni di torsione spinale aumenta il flusso pranico nella regione di samana, intorno all'ombelico. Questo nutre gli organi come pancreas, reni, stomaco, intestino tenue, fegato e cistifellea, allevia i disturbi ad essi associati e ringiovanisce i tessuti in genere. Queste posizioni, perciò, hanno un notevole effetto sulla salute e la vitalità generale del corpo.

 

Le posizioni che ci obbligano a lavorare sull'equilibrio, sviluppano il cervelletto, il centro cerebrale che controlla il modo in cui il corpo funziona in movimento. La focalizzazione necessaria per praticarle con stabilità sviluppa concentrazione ed equilibrio a livello emozionale, mentale e fisico. Queste posizioni sono note specialmente per la loro capacità di equilibrare il sistema nervoso ed allontanare stress e ansia.

 

Altre posizioni che lavorano molto bene nella riduzione dell'ansia e lo stress, aumentando la fiducia in se stessi, la forza mentale e la concentrazione, sono le posizioni capovolte. Le posizioni capovolte stimolano un maggior apporto di sangue al cervello nutrendo i neuroni ed eliminando le tossine. Il sangue e la linfa, accumulati negli arti inferiori e nell'addome, sono fatti defluire verso il cuore, poi fatti circolare verso i polmoni, purificati e rimessi in circolo verso tutte le parti del corpo. Questo processo nutre le cellule di tutto l'organismo umano. Il sangue così arricchito permette anche alla ghiandola pituitaria di funzionare in modo più efficiente, tonificando l'intero sistema endocrino. Questo ha un effetto positivo sui processi metabolici e anche sul modo di pensare. Quando il corpo assume un'asana capovolta, il respiro diviene lento e profondo, portando al massimo lo scambio tra anidride carbonica e ossigeno e stimolando, in generale, una corretta respirazione. Inoltre, gli organi addominali - fegato, milza, stomaco, reni e pancreas - ricevono un potente massaggio che li aiuta a svolgere le loro funzioni in modo più efficiente.

 

Queste posizioni possono essere eseguite in una sequenza dinamica o statica. Le posture dinamiche spesso richiedono movimenti energici del corpo. Il loro scopo, tuttavia, non è di sviluppare i muscoli o rendere il corpo ginnico, ma di aumentare la flessibilità, accelerare la circolazione, flessibilizzare i muscoli e le articolazioni, eliminare i blocchi d'energia e rimuovere il sangue stagnante dalle diverse parti del corpo. Queste posizioni tonificano la pelle e i muscoli, fortificano i polmoni e favoriscono il funzionamento del sistema digerente ed escretorio. Fra queste da ricordare surya namaskara e chandra namaskara ("saluto al sole" e "saluto alla luna").

 

Le pratiche statiche hanno un effetto più sottile e potente sul corpo pranico e mentale. Sono eseguite con il minimo dei movimenti e il corpo spesso rimane nella posizione per alcuni minuti. Queste asana hanno lo scopo di massaggiare delicatamente gli organi interni, le ghiandole ed i muscoli e rilassare i nervi di tutto il corpo. Sono specificamente rivolte a portare tranquillità alla mente e preparare il praticante alle pratiche superiori di yoga. 

 

Alla fine di una buona pratica c'è la fase del rilassamento, che aiuterà il nostro corpo ad assorbire tutti i benefici del lavoro svolto.

Pranayama (controllo del respiro)

I benefici dello yoga non si esauriscono con la pratica delle asana, ma vengono amplificati con il pranayama. Il respiro è il processo più vitale del corpo. Esso influenza le attività di ogni cellula e, ancora più importante, è intimamente collegato con le prestazioni del cervello. Gli esseri umani respirano circa 15 volte al minuto e 21.600 volte al giorno. La respirazione alimenta la combustione di ossigeno e glucosio, producendo energia per ogni contrazione muscolare, secrezione ghiandolare e processo mentale. Il respiro è intimamente legato a tutti gli aspetti dell'esperienza umana.

 

La maggior parte delle persone respira in modo scorretto, utilizzando soltanto una piccola parte della propria capacità polmonare. La respirazione è quindi generalmente superficiale e priva il corpo di ossigeno e prana, essenziali per una buona salute. Con il pranayama i praticanti sviluppano la percezione del processo respiratorio e rieducano i muscoli della cavità polmonare, aumentandone la capacità vitale.

 

La respirazione ritmica, profonda e lenta stimola ed è stimolata da stati mentali calmi e rilassati. La respirazione irregolare disgrega i ritmi del cervello e porta a blocchi fisici, emozionali e mentali. Il pranayama stabilisce modelli regolari di respirazione, rompendo questo ciclo negativo e invertendone il processo. Esso agisce in tal modo tramite il controllo del respiro e ristabilendo i ritmi naturali, rilassati del corpo e della mente.

 

Benché la respirazione sia essenzialmente un processo inconscio, può essere controllato coscientemente in qualsiasi momento. Di conseguenza, esso forma un ponte tra le aree consce ed inconsce della mente. Attraverso la pratica di pranayama, l'energia intrappolata in modelli mentali negativi inconsci, può essere liberata per attività più creative e gioiose.

 

Oltre ad influenzare la qualità della vita, anche la lunghezza o durata della vita è determinata dal ritmo della respirazione. Gli antichi yogi e rishi notarono che gli animali con un ritmo di respirazione lento, come pitoni, elefanti e tartarughe, hanno una vita lunga, mentre animali con ritmo di respirazione rapido, come uccelli, cani e conigli, vivono solo pochi anni. Da quest'osservazione si resero conto dell'importanza di una respirazione lenta per aumentare la durata della vita umana.

 

A livello fisico, questo è motivato dal fatto che la respirazione è direttamente collegata al cuore. Una respirazione lenta mantiene il cuore più forte e meglio alimentato e contribuisce ad una vita più lunga. La respirazione profonda aumenta anche l'assorbimento d'energia, aumentando dinamismo, vitalità e benessere generale.

 

Il pranayama mira non soltanto alla buona salute, a un equilibrio delle energie fisiche e vitali, ma anche alla purificazione dell'intero sistema nervoso, allo scopo di renderlo meglio capace di rispondere alla volontà dello yogi per controllare gli impulsi dei sensi, e per rendere i poteri mentali più sottili e sensibili al richiamo di quell'impulso evolutivo che è la divina natura superiore dell'uomo.

Rilassamento

La filosofia yogica, come la psicologia moderna, enumera tre tipi basilari di tensioni che sono responsabili delle sofferenze della vita moderna: le tensioni muscolari, le tensioni emozionali e le tensioni mentali.

 

Le tensioni muscolari sono in relazione al corpo, al sistema nervoso e a squilibri del sistema endocrino.

 

Le tensioni emozionali emergono dalle svariate dualità come amore/odio, guadagno/perdita, successo/fallimento, felicità/infelicità. Questo accade perché non siamo capaci di esprimere le nostre emozioni liberamente e apertamente. Spesso ci rifiutiamo di riconoscerle, perciò vengono represse e le tensioni che ne risultano divengono sempre più profondamente radicate.

 

Le tensioni mentali sono invece il risultato di un'eccessiva attività mentale. La mente è un turbinio di fantasia, confusioni ed oscillazioni. Durante tutta la vita, tutte le esperienze registrate dalla nostra coscienza vengono accumulate nel corpo mentale. Quando siamo tristi, arrabbiati o irritati, attribuiamo spesso tali condizioni mentali ad alcune cause superficiali. Ma la causa che sta dietro al comportamento abnorme dell'uomo, si trova nel cumulo di tensione nel piano mentale.

 

Molte persone pensano che il rilassamento sia molto semplice, che basti sdraiarsi e chiudere gli occhi. Siete stanchi perciò andate a letto pensando che questo sia rilassamento. Ma se non siete liberi dalle tensioni muscolari, mentali ed emozionali, non sarete mai rilassati. Per potersi rilassare completamente devono essere liberate le tensioni interne del corpo, delle emozioni e della mente. Allora emerge il vero stato di rilassamento. 

 

Nel rilassamento yoga andiamo ad occuparci di tutte queste tensioni. Sappiamo che se la mente è tesa, anche lo stomaco sarà teso e se lo stomaco è teso, tutto il sistema circolatorio sarà teso a sua volta. Questo è un circolo vizioso di eventi. Le scritture yogiche affermano inequivocabilmente che la pace può essere trovata solo dentro e non fuori.

Meditazione

In condizioni di veglia ma di riposo, ad occhi chiusi, il nostro cervello emette onde sinusoidali piuttosto regolari di frequenza compresa tra 8 e 13 Hz (onde alpha). Appena si aprono gli occhi le onde diventano più veloci e meno ampie e con frequenza superiore ai 13 Hz (onde beta). Durante la meditazione sono state individuate onde più lente delle onde alfa, con un'ampiezza maggiore, presenti in genere durante il sonno, le onde theta, che oscillano tra 4 e 7 Hz. L'aumento dell'attività delle onde theta favorisce il rilascio di dopamina endogena, provocando un minor desiderio di azione e una maggiore tendenza alla visualizzazione sensoriale. Con la meditazione si arresta il normale scorrere dei pensieri e la mente si concentra in un punto e mentre l'organismo si rilassa sempre più, la mente è sempre più lucida.

 

Durante la meditazione è possibile entrare in uno stato in cui mente e corpo non sono in conflitto, ma in una condizione di unità e compartecipazione. Più il soggetto entra in profondità dentro se stesso, più esso diventa autoconsapevole, più si registra un aumento delle onde veloci theta e lente alfa nell'area frontale cerebrale con un aumento degli indici parasimpatici e un abbassamento dell'attività dell'ortosimpatico.   

 

Dalle ricerche scientifiche si è visto che la meditazione è in grado di indurre a vere e proprie modifiche a livello neurocerebrale, praticare costantemente la meditazione è in grado di ispessire la corteccia cerebrale. Questa regione del cervello è molto importante a livello decisionale, nell'interazione mente-corpo. Così la pratica meditativa si dimostra efficace nel contrastare l'invecchiamento cerebrale, favorendo e rafforzando la memoria e nello stesso tempo è in grado di favorire la riduzione dell'emissione di risposte abituali e favorire all'opposto quelle nuove, stimolando in questo modo la creatività. In pratica la meditazione è in grado di modificare la modalità in cui lavora e opera il nostro cervello.

FONTI

"Asana Pranayama Mudra Bandha" Swami Satyananda Saraswati (Edizioni Satyananda Ashram Italia)

"Yoga Nidra" di Swami Satyananda Saraswati (Yoga Publications Trust) 

"TEORIA E PRATICA DEL PRANAYAMA" di B.K.S. Iyengar (mediterranee)