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Testi del Buddhismo Vajrayana

Testi del Buddhismo Vajrayana

Secondo la storiografia contemporanea il Buddhismo Vajrayana compare in India nel VI-VII secolo d.C. I suoi testi fondamentali, denominati Tantra, sono databili intorno a quel periodo. Fu il dotto tibetano Buston, maestro di scuola Sakya, l'autore della suddivisione in quattro raggruppamenti dei Tantra nel Canone tibetano:

 

1. KRIYA TANTRA che rappresenta una raccolta di sutra mahayana contenenti elementi "tantrici" non ancora sviluppati autonomamente, tra questi testi: Suvarnaprabhasauttamasutra (inserito nel Canone cinese), Bhaishajyaguruvaiduryapurvapranidhana (inserito nel Canone cinese), Subahupariprccha-tantra (inserito nel Canone cinese), Susiddhikara-mahatantrasadhanopayika-patala (conservato nel Canone cinese) e Dhyanottara.

 

2. CARYA TANTRA che rappresenta una evoluzione "tantrica" rispetto alla precedente raccolta. Il Carya Tantra contiene infatti pochi testi il principale dei quali è il Mahavairocanabhisambodhivikurvitadhishthana (inserito nel Canone cinese). Da notare che mentre un caratteristico sutra mahayana come l'Avatamsakasutra viene esposto dal buddha Vairocana, questo sutra è invece esposto dal buddha Mahavairocana ovvero dal buddha "Grande" Vairocana, come per rimarcare una presentazione della dottrina più profonda rispetto alle stesse dottrine mahayana. Questo sutra è il fondamento del Buddhismo Vajrayana sino-giapponese, con particolare riguardo alle scuole giapponesi Shingon e Tendai. Altro testo importante di questa sezione è il Vajrapanyabhisheka.

 

3. YOGA TANTRA, dove il testo esemplificativo è il Sarvatathagatatattvasamgraha (inserito nel Canone cinese). In questa opera si descrivono i cinque stadi della realizzazione della "buddhità" da parte del Buddha Mahavairocana e vuole essere una dimostrazione della superiorità del Vajrayana rispetto al Paramitayana. In questa opera vi è anche la descrizione del Vajrdhatu Mandala che aggiunge alle trentasette divinità del Mandala anche alcuni bodhisattva femminili, come a segnalare uno sviluppo dottrinario rispetto al Carya Tantra. Altro testo fondamentale di questa sezione dei tantra è il Prajnaparamita-naya-shatapancashatika (inserito nel Canone cinese). Esso rappresenta, con le sue immagini erotiche dell'energia sessuale (shakti), il punto di passaggio verso la classe successiva degli Anuttarayoga Tantra. Altro importante testo di questa sezione è il Vajrashekharasutra.

 

4. ANUTTARAYOGA TANTRA, questo raggruppamento è quello più recente e comprende testi ed insegnamenti che sviluppano l'utilizzo della shakti (energia sessuale) nelle pratiche yogiche, peraltro già presente in alcuni Yoga Tantra. In questi testi compaiono delle indicazioni anche sul consumo della carne e delle bevande alcoliche, consumo proibito in tutti i vinaya e quindi bandito dai monasteri buddhisti. L'Anuttarayoga Tantra (o "Yoga supremo") viene suddiviso in ulteriori due categorie:

  • Tantra padri (Pitritantra) in cui vengono raccolti i testi e gli insegnamenti mirati a realizzare la vacuità dei mezzi abili (upaya) e a comprendere il modo in cui il dharmakaya si presenta nel mondo fenomenico. Tra i Tantra padri troviamo lo Sriguhyasamajatantra (conservato anche nel Canone cinese) e il Vajramahabhairavatantra.
  • Tantra madri (Matritantra) in cui vengono raccolti i testi e gli insegnamenti in cui si mira a realizzare l'assorbimento dello stesso dharmakaya. In questa raccolta vengono inclusi i tantra di Vajrayogini e di Mahamaya.


Una terza raccolta viene indicata come Tantra non duali (Advayata Tantra), per la scuola Gelugpa tale indicazione inerisce a tutto l'Anuttarayogatantra; per la scuola Kagyupa questa raccolta comprende il solo Kalachakratantra; per la scuola Sakyapa a questo raggruppamento appartiene l'Hevajratantraraja (Tantra del diamante di gioia), in altre scuole questo testo è considerato un Tantra madre. Se questi testi si fondino o meno su tradizioni orali precedenti è argomento ancora oggi controverso e discusso.