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Prasna Upanishad: l'espressione dei concetti dei 5 prana e delle nadi utilizzati nella pratica dello yoga

Prasna Upanishad: l'espressione dei 5 prana e delle nadi utilizzati nella pratica dello yoga

La Prasna Upanishad, uno dei testi antichi più importanti della tradizione vedica, offre una prospettiva profonda sui concetti chiave dei 5 prana e delle nadi, che sono fondamentali per la pratica dello yoga. I 5 prana, o energie vitali, includono prana (respiro), apana (eliminazione), vyana (circolazione), udana (espressione) e samana (digestione). Queste energie sono considerate vitali per il funzionamento armonioso del corpo e della mente.

Le nadi sono i canali attraverso i quali queste energie vitali fluiscono. Tra queste nadi (condotti), che attraversano il corpo, tre sono considerate le più importanti: ida, pingala e sushumna. Queste nadi sono collegate alla pratica dello yoga e alla teoria del pranayama, che si concentra sul controllo e regolazione del respiro per influenzare l'energia vitale nel corpo.

Nel contesto dello yoga, la comprensione dei 5 prana e delle nadi è essenziale per pratiche come il pranayama, l'asana e la meditazione. Questi concetti forniscono una base teorica per comprendere come lo yoga possa influenzare e armonizzare le energie vitali nel corpo, portando a benefici fisici, mentali e spirituali.

Inoltre, la Prasna Upanishad offre un'approfondita esplorazione della natura dell'essere umano, della coscienza e del rapporto tra il microcosmo individuale e il macrocosmo universale. Questi insegnamenti hanno profonde implicazioni per la pratica dello yoga e per il perseguimento della realizzazione spirituale.

Il concetto di "prana"

 

Prana è un termine sanscrito che è formato dalla radice "pra", che significa unità fondamentale e "na", che significa energia. Quindi il prana è l'energia unitaria fondamentale che tiene unito il tutto. 


Nella Prashna Upanishad troviamo che il prana viene dall'Atman (l'anima individua) e l'Atman è Brahman (l'Assoluto), principio generativo e conoscitivo in cui confluiscono tutte le facoltà umane e divine. Il prana è il principio della vita e della coscienza. Il prana è il soffio di vita in tutti gli esseri dell'universo, che nascono e vivono grazie ad esso, e quando muoiono, il loro soffio individuale si dissolve nel soffio cosmico. 

L'Upanishad dà indicazioni dettagliate sulla suddivisione del prana all'interno del corpo: apana, che controlla il flusso inferiore ed è collocato negli orifizi di escrezione e generazione; prana, che controlla il flusso superiore; samana, che controlla l'assimilazione e la distribuzione del nutrimento solido e liquido, riversandolo come un'offerta sacrificale nel fuoco corporeo, situato nello stomaco; vyana, che dalla regione del cuore si dirama attraverso centouno canali nervosi primari (nadi), da cui se ne diramano altri settantadue mila, pervadendo la totalità della struttura sottile; udana, è il soffio vitale che scorre lungo la nadi verticale detta sushumna. 

Il prana corrisponde al sole, l'apana alla terra, il samana allo spazio, il vyana all'aria, l'udiana alla luce. Al momento della morte, quando la luce interna del soffio vitale sta per estinguersi, gli organi, e cioè i vari prana, vengono riassorbiti nella mente. Allo stesso modo in cui i raggi si riassorbono e riunificano nel sole quando questo tramonta e di nuovo se ne diffondono quando sorge il sole, così, nello stato di sogno con sogni, i sensi e i loro oggetti si riunificano nel deva che è la mente. 

Sulla cittadella del corpo addormentato vigilano i fuochi dei cinque soffi vitali del prana. Il samana controlla l'inspirazione e l'espirazione. L'udana, il soffio vitale ascendente, conduce la mente, che durante il sonno con sogni è sveglia, al Brahman, riassorbendola nello stato di sonno profondo senza sogni.