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Che Cos'è il Buddhismo

Che Cos'è il Buddhismo

Il Buddhismo, si può dire che è nato contemporaneamente allo yoga, è ha avuto un percorso parallelo che molto spesso si è intrecciato ad esso, pur mantenendo caratteristiche differenti. Eppure ad oggi il Buddhismo, pur essendo nato in India, è pressoché scomparso dal subcontinente indiano, tant'è che per noi occidentali, spesso è più facile associare il Buddhismo al Giappone, piuttosto che al Tibet. 

 

La prima cosa da dire sul Buddhismo, è che il termine religione non è adatto. Il Buddha infatti, non è una divinità, ma un uomo. Il Buddhismo è un cammino spirituale, nel quale l'essere umano realizza se stesso da solo, con le proprie forze, esattamente come il cammino dello yoga. Forse il termine più giusto da usare per descrivere il Buddhismo è il termine indiano "dharma". Per "dharma" si intende la propensione dell'uomo a espandersi verso l'infinito. Un ampio concetto della retta azione o scienza del vivere, dove "dharma" è ciò che sostiene, appoggia, sorregge e guida l'umanità a vivere una vita più elevata, a creare un codice di comportamento, grazie al quale può vivere in pace e in armonia con la natura e con se stesso.

 

La nascita del Buddhismo

 

La storia del Buddhismo inizia nel VI secolo a.C., con la predicazione di Siddhartha Gautama. Siddhartha ("scopo compiuto") fu monaco, filosofo, mistico e asceta indiano, una delle più importanti figure spirituali dell'Asia. Vissuto approssimativamente tra il 566 a.C. e il 486 a.C., proveniva da una famiglia ricca e nobile del clan degli Sakya, da cui anche l'appellativo Sakyamuni ("l'asceta della famiglia Sakya"). La sua famiglia era di una stirpe guerriera che regnava su uno dei numerosi stati in cui era politicamente divisa l'India del nord. Il principe Gautama si sposò all'età di sedici anni, con la cugina Bhaddakaccana, con la quale ebbe, tredici anni più tardi, un figlio, Rahula. Siddhartha quindi, viveva in mezzo alle comodità e al lusso principesco, ma all'età di 29 anni, ignaro della realtà che si presentava fuori dalla reggia, uscì dal palazzo reale per vedere la realtà del mondo.

 

Vide quindi la crudezza della vita e comprese che le ricchezze, la cultura, l'eroismo e tutto quanto gli avevano insegnato a corte, erano valori effimeri. Capì che la sua era una prigione dorata e cominciò interiormente a rifiutare agi e ricchezze. Quindi stabilì di rinunciare alla famiglia, alla ricchezza, alla gloria e al potere per cercare la via per liberazione dalla sofferenza dell'uomo. Da qui iniziò un percorso tormentato d'introspezione che lo portò fino alle pratiche ascete più estreme, ma anche questa via si dimostrava senza sbocchi.

 

Ma all'età di 35 anni, dopo sette settimane di profondo raccoglimento ininterrotto, Gautama capì che la conoscenza salvifica poteva essere trovata solo nella meditazione di profonda visione. Ebbe così inizio il suo insegnamento basato sulla conoscenza delle "Quattro Nobili Verità" e del "Nobile Ottuplice Sentiero", che sono l'origine e il fondamento del Buddhismo.